Oasi, l’iniziativa dedicata all’olivicoltura, rimane per noi il punto fermo da cui per ripartire e fare buona e corretta comunicazione su questo importante patrimonio produttivo della nostra regione.
Chi, invece, approfitta della platea per fare altro fa male a tutto questo potenziale, nella stessa maniera in cui accadde quando decise di farsi un po’ di pubblicità approfittando del concomitante giorno dello scambio dei ramoscelli d’ulivo nella festività delle Palme. Il direttore della Coldiretti al posto di lanciare strali contro la Regione, nel tentativo di discolparsi della sua inefficace azione politica sugli agricoltori suoi iscritti che ancora non mettono in atto le pratiche agronomiche per contenere il batterio della Xylella, provi invece a fare il vero interesse di questo mondo facendo l’unica cosa che può aiutare tutti in questo senso. Sarebbe utile che cominciassero ad arare al posto di parlare.
Così l’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni, che replicando ad alcune accuse lanciate dal direttore dell’organizzazione agricola regionale Corsetti, all’interno di un dibattito svoltosi al Salone Oasi, puntualizza su alcuni temi.
Rispediamo al mittente le accuse infondate – dice Nardoni – e ringraziamo invece gli agricoltori che hanno proceduto celermente a mettere in campo quelle pratiche che ad oggi rappresentano l’unica vera risposta al contenimento dell’infezione. Se non fosse per loro sarebbe stato impossibile raggiungere il 80% delle pratiche agronomiche ad oggi poste in essere. Per questo dobbiamo dire grazie ad esempio all’organizzazione La Voce dell’Ulivo e altre associazioni e movimenti che hanno preferito la linea del dialogo e quella dell’azione sul campo piuttosto che creare ulteriore confusione e bagarre strumentale, e non certo a Corsetti che prima con la butade del giorno delle Palme ed ora, dal suo arrivo alla guida dell’organizzazione regionale, sul tema preferisce fare solo confusione. Un cambio di rotta della Coldiretti che non fa bene certo agli interessi che dovrebbero tutelare.









