“I Sommelier si raccontano”
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
E’ difficile scrivere della propria passione, ma ancor di più stabilire il perché e da quando è iniziato tutto. Penso che sono stata da sempre appassionata del buon bere e che ho solo aspettato il momento giusto per potermi sbizzarrire.
Sono nata in un paese Balcanico (Serbia) dove esiste una tradizione molto importante nella produzione di acquavite di frutta (la famosa sljivovica), ma dove il vino bianco si beveva diluito con l’acqua minerale, il che non mi è mai piaciuto. Nonostante gestissi un ristorante con il mio ex marito, la possibilità di bere bene era limitata ad una dozzina di referenze del territorio dell’ex Jugoslavia, perché sul mercato mancavano completamente i vini di provenienza estera. Con la guerra, che coinvolge tutte le ex repubbliche, il mercato si limita alla sola produzione nazionale ed io passo a bere le bollicine, ma dell’acqua minerale. (Almeno lì ho una scelta notevole perché in Serbia esistono oltre 300 fonti di acqua minerale!). Impegnata a crescere due figlie, fra la devastazione e disgregazione complessiva del paese che amavo tanto, le passioni si placano e si pensa solo alla sopravvivenza.
E poi un giorno finisce tutto, la guerra, i bombardamenti, ma anche il mio matrimonio, e io inizio da capo. Esco dalla ristorazione dopo quasi 15 anni e mi trovo per la prima volta, ad occuparmi di quello che ho studiato all’università: la lingua inglese. Il paese è in transizione, molto appetitoso per investimenti dall’estero. Faccio le consulenze per diverse aziende ed il lavoro mi porta spesso in Italia dove un giorno incontro la persona che conoscevo solo tramite mail e telefono. Mi stravolge la vita, e dopo un anno di amore a distanza, grazie agli amici italiani che vivono in Serbia, riesco ad ottenere il visto. Il 30 luglio 2004, con due valigie e due figlie, arrivo in Italia per amore. Qui mi sento da subito a casa e la mia nuova vita prende forma. Dopo aver superato l’esame di conoscenza della lingua italiana al livello di madrelingua, inizio a lavorare come interprete per diverse istituzioni, enti e aziende. La vita è di nuovo bella e la passione che dormiva nascosta in un angolo dell’animo si sveglia di scatto ed inizio a scoprire il mondo infinito del vino. Viaggio spesso per lavoro accompagnando le delegazioni straniere e durante le cene istituzionali ho la possibilità di assaggiare etichette importanti. Purtroppo, mi sento ignorante in materia. Così mi iscrivo al primo livello del corso da sommelier, giusto per ampliare le mie conoscenze. Scopro invece che il mondo del vino è una parte integrante del mio vivere e che non potrò mai più farne senza. Inizio a fare la gavetta nella squadra servizi dell’AIS Murgia, grazie al mio delegato Enzo Carrasso ed al Presidente Vito Sante Cecere che vedono in me un grande potenziale. Nel 2012 prendo il diploma di sommelier AIS e praticamente lascio il lavoro di interprete per occuparmi del vino a tempo pieno. Collaboro con diverse aziende vitivinicole raccontando del loro vino ai giornalisti e i buyers stranieri. Vengo notata da colei che in quel periodo è la delegata regionale dell’Associazione Nazionale Donne del vino, Sabrina Soloperto, che mi chiede di entrare nell’associazione. Divento socia a Giugno 2012 e mi arricchisco di tante nuove amicizie delle donne appassionate del vino come me.
Torno nella ristorazione come Head Sommelier di una struttura alberghiera a 5*, ma dopo solo un anno archivio questa esperienza. Mi dedico alla traduzione dei testi tecnici, articoli giornalistici (collaboro con Alberto Lupetti sul web sito Il Mio Brunello) e alla consulenza alle aziende vitivinicole. La conoscenza delle lingue straniere mi permette di raccontare il vino ovunque. L’anno scorso vengo contattata da una giovanissima realtà, Vigneti Calitro, perché avevano bisogno di supporto per la fiera Prowein a Dusseldorf. Con loro nasce un’altra storia d’amore, questa volta professionale, cosi che mi dedico solo a loro, in veste di Brand Manager. L’azienda cresce con me ed io cresco con l’azienda. Perché non si finisce mai di imparare e bisogna continuare a lavorare sempre su se stessi. Un po’ per questo, un po’ per sfida personale e un po’ perché una grande amica/collega credeva in me, ho fatto e superato anche l’esame per Degustatore Ufficiale AIS.
Ma la cosa più bella del mio mondo è la fortuna di avere degli amici con i quali ci accomuna la stessa passione che possiamo condividere in privato, senza concorrenza professionale, al di la dell’appartenenza alle associazioni, convinzioni e pregiudizi.
Natasa Zdravkovic







