“I sommelier si raccontano”
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
Figlia di un tecnico di laboratorio e di un’insegnante , sono cresciuta in un ambiente , dove, oltre al rigore, all’educazione e tante altre belle “cosette”, mi hanno trasmesso l’amore per il cibo sano e di qualità. La grande distribuzione e , quindi l’ industria alimentare, non erano indispensabili quando , a casa, si decideva di fare “la spesa”. Ricordo con nostalgico piacere l’entusiasmo delle gitarelle del sabato pomeriggio alla ricerca del mulino o del frantoio a gestione familiare , le scampagnate per comprare le uova dalla masseria di fiducia o ,d’estate ,nel ritirare le formelle di cacioricotta ,commissionate con solerzia settimane prima ,pregustando già un succulento piatto di spaghettoni e occhipinti con passata di pomodoro fresco, sul quale una generosa grattugiata del suddetto formaggio avrebbe trovato la sua più sublime e affine collocazione.
Probabilmente, se 20 anni fa, ci fosse stato spazio e rilievo , così come lo è ora ,per facoltà come “scienze dell’alimentazione”, avrei intrapreso quel percorso per approfondire in modo “tecnico” questa mia passione per il “mangiare bene”, ma gli studi umanistici con la maturità classica prima, e la laurea in lettere poi, non mi hanno impedito di coltivarla , partecipando a corsi più ,o meno ,amatoriali , portando avanti piccole ricerche, e infine scoprendo piccole osterie di nicchia che abbiano un’attenzione particolare alla scelta e alla cura delle materie prime , rispettando il territorio e la tradizione , facendole fondere con esso nel piatto proposto. È stato proprio così, durante un bel pranzetto in uno di questi posti, nei quali trovi l ‘espressione massima della tua terra e dei suoi frutti ,elaborati con pochi passaggi da sapienti mani ,in un boccone, che ho sentito prepotente in me l’esigenza di godere appieno delle nostre eccellenze gastronomiche associandole a quelle enòiche. Da qui , poi, la ricerca di un corso che mi permettesse di avvicinarmi al vino , di immergermi , di capirne i colori , di sentirne gli odori , i profumi , la consistenza, i giusti equilibri , la corretta armonia con il cibo.
Ho conseguito il Titolo di Sommelier qualche anno fa e con convinzione e consapevolezza posso affermare che il diploma è un punto di partenza , non di arrivo, è una “micro tappa ” del lungo percorso di studio, di approfondimento , di arricchimento che questo meraviglioso mondo regala. Non si finisce ,davvero ,mai di imparare, sia a livello sensoriale , scoprendo sapori e sensazioni nuovi , cimentandosi in abbinamenti cibo-vino arditi , sia a livello teorico-tecnico, questo ,perché ,fortunatamente ,e soprattutto grazie al lavoro ed alla tenacia dei nostri produttori, la Puglia ha acquisito una fetta sempre più ampia di mercato portando anche ricerche e affinamento di tecniche e studio del territorio che permettono di avere una sempre maggiore produzione di eccellenze.
Questo è il mio percorso.
Auguro a tutti i lettori di essere sempre accompagnati da quella sana e viva curiosità che spinge oltre, muove verso “terre inesplorate” e permette di coltivare le proprie passioni senza mai credere di averne saputo tutto.
Giusi Milano








