I sommelier si raccontano – Mihaela Cojocaru
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
Sono arrivata in Italia dalla Romania nel 2003 senza avere assolutamente idea di cosa volessi fare da grande.
In Romania già bevevo vino, ma si trattava prevalentemente di quello fatto in casa dagli zii. Nel periodo della vendemmia mi piaceva moltissimo bere Il mosto direttamente dalla pressa…era così dolce! Sarà per questo che ancora oggi adoro i vini dolci.
Il mio, infatti, è: più dolce è, meglio è!
Per mia fortuna, in Italia, sin dal mio arrivo, ho lavorato sempre nel settore della ristorazione e dell’accoglienza in generale, cosa che, insieme alla mia naturale propensione verso i rapporti umani, mi ha permesso di intraprendere un percorso ricco di insegnamenti e soddisfazioni.
Nei ristoranti ho imparato tanto sulla cucina locale, sugli abbinamenti cibo-vino, sul servizio, sul come aprire una bottiglia di vino, sulle cantine migliori del territorio. Ma all’epoca non ero pienamente cosciente dell’importanza che quegli insegnamenti e quelle esperienze mi sarebbero servite moltissimo in futuro. E invece il tempo mi ha dimostrato che tutto serve nella vita.
Quando ho iniziato a lavorare qui in Italia mi piacevano molto i vini bianchi e i rosati. Specialmente se fruttati e leggeri. Adoravo quando il bicchiere, nelle torride giornate estive pugliesi, si appannava, perché per me rappresentava un momento di relax, il simbolo della “bella vita italiana” ! Non chiedetemi il perché! Forse avevo visto troppi film italiani!
Tutto è cambiato nel 2007 quando, per caso, ho cominciato a lavorare per Apollonio Vini, cantina salentina specializzata in vini rossi di lungo invecchiamento. Ho iniziato l’avventura con tante preoccupazioni pensando di non essere all’altezza, di non saper affrontare le telefonate e i mille impegni dell’ufficio. Invece, come spesso capita, si è dimostrato uno dei periodi più belli e creativi della mia vita. Altroché se ce l’ho fatta!
Oggi adoro il vino in tutte le sue sfaccettature, ho cambiato idea sui vini rossi che ora, addirittura, preferisco agli altri.
Continuo, però, ad adorare i vini dolci. Non si può cambiare tutto! Pensate che Massimiliano Apollonio diceva spesso: ” ...se Mater Terra Passito non si vende tanto c’è Michela che provvederà a finirlo..”

Inoltre, ho compreso che spesso non c’è un collegamento diretto tra il prezzo e la qualità di un vino. Ci sono molti vini deliziosi che non costano molto, come centinaia di bottiglie costosissime che non valgono il loro prezzo.
Nel 2014 sono diventata sommelier AIS e nel 2016 ho aperto la mia attività “Milae Wines” di wine broker che mi permette di fare tutto quello che sognavo da tempo – viaggiare ed assaggiare vino per lavoro, dandomi l’opportunità di focalizzarmi sul mio obbiettivo finale: diventare Master of Wine. Nel frattempo ho scoperto, grazie ad una mia collega, il Wine and Spirits Education Trust ed ho iniziato questo meraviglioso percorso che ha cambiato la mia visione sul vino, da locale ed internazionale, stuzzicando la mia voglia di scoperta. Speravo di essere il primo MW rumeno, ma ormai non ho più questa chance, posso solo sperare di essere il primo italiano! (Diversamente mi accontenterò progetto Milae Wines!)

Il WSET mi ha dato una formazione profonda e capillare sul vino, molto incentrata sul business. Mi ha dato una nuova visione del rapporto che c’è tra il territorio, la qualità ed il prezzo di un vino e mi ha permesso di appropriarmi del linguaggio internazionale comune ai buyer.
Perché oggi non basta produrre ottimo vino, bisogna saperlo raccontare e parlare la “stessa lingua” di chi lo compra – per lavoro o per puro piacere.
Attualmente sono coinvolta in vari progetti con enti locali di formazione professionale, collaboro con cantine e privati che hanno compreso l’importanza di un percorso in inglese e con i quali abbiamo creato una ricca offerta di corsi e serate di degustazione in inglese ed italiano incentrati sulla viticultura internazionale.
Mi auguro di poter sensibilizzare gli operatori locali, produttori, enologi, agronomi, ristoranti, wine-bar, enoteche, guide turistiche e chi si occupa di enoturismo in genere, studenti degli istituti alberghieri sull’importanza di una buona presentazione anche in inglese.
Inoltre, ho ideato due percorsi di studio di poche ore sulla viticoltura pugliese e sul servizio del vino, rigorosamente in inglese. Mi auguro che il territorio risponda bene e abbia voglia di crescere.
Sono anche un fiero membro della “Task Force della lotta contro il cancro” del gruppo facebook WINELOVER. Insieme alle persone coinvolte sono convinta che possiamo fare la differenza. I soldi raccolti sono utilizzati per aumentare la consapevolezza sul cancro attraverso diversi canali del mondo del vino.













