“I Sommelier si raccontano”
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
E pensare che la mia famiglia proviene da un ambiente completamente diverso e non ha mai posseduto un ceppo di vite! Tutto comincia a fine anni ’90 quando ho cominciato a comprare, accanto ai classici della letteratura straniera che tanto amo, (a proposito: ho una laurea in Lettere moderne con indirizzo storico artistico) alcune riviste e libri dedicati al vino. In quegli anni esistevano parecchi mensili, che poi sono pian piano scomparsi nelle edicole; ora alcuni di essi sono disponibili solo in abbonamento. Più leggevo e guardavo le foto e più mi accorgevo di quanto mi piacesse quel mondo fin a quel momento a me così ignoto. Inizia contemporaneamente l’acquisto delle bottiglie di vino e la frequentazione di qualche enoteca gestita da amici esperti del settore. Ma per cercare di approfondire e mettere ordine a quelle mie rudimentali cognizioni sul vino, mi informo sull’esistenza di un corso da Sommelier, assolutamente meno diffusi e frequentati di quanto lo siano ora.
Dopo qualche tempo inizia il mio primo livello del corso da Sommelier e sin da subito ho la conferma di ciò che avevo già intuito: dinanzi a me si è aperta una meravigliosa nuova via di conoscenza umanistica, storica, chimica, geografica ma soprattutto sensoriale! Dopo il primo livello, (la cadenza dei livelli non era così ravvicinata come ora) seguo anche il secondo livello e poi il terzo. Arriva anche la fatidica data in cui potrò sostenere il famigerato e tanto temuto esame da Sommelier. E’ un’emozione grandissima poter finalmente indossare la spilletta con il tastevin, il tutto in una cornice da favola all’interno di un salone di una celebre azienda in Franciacorta.
Intanto la mia vita privata mi porta ad avere una casa all’estero prima Germania, poi Belgio e lì inizia pian piano a farsi strada la mia curiosità per i vini d’Oltralpe o addirittura Extraeuropei, insomma non si può bere sempre Chianti o Soave!! Contemporaneamente mi viene chiesto di fare un piccolo passo avanti come preparazione di Sommelier: “preparati e studia perché ti aspetta l’esame da Degustatore ufficiale”. Un po’ impaurita vado a Caserta dove comunque supero questo complesso esame. Uscendo dalla stanza l’esaminatore mi suggerisce di continuare a studiare perché non sarebbe una cattiva idea pensare di sostenere anche l’esame da Relatore.
Ma i libri non bastano, bisogna anche vedere, calpestare la terra, sentire l’odore delle cantine per apprezzare ancora meglio il nettare di Bacco. Giunge anche il momento dell’emozionante esame da Relatore dove parlo delle vigne disseminate nei quattro angoli del mondo! E poi ancora viaggi in posti meravigliosi: da Napa alla British Columbia in Canada, da Jerez de la Frontera alla Mosella, dall’Alsazia al Roussillon e tanti altri posti ancora.
E poi degustazioni, manifestazioni, partecipazioni a panel per le Guide e le lezioni per i corsi AIS. Sempre con la stessa sana tensione emotiva e adrenalina di chi sente l’importanza del momento, ma anche la consapevolezza di quanto c’è ancora da imparare, da sapere e da scoprire perché la conoscenza del vino è talmente ampia da richiedere continua e costante formazione, approfondimento e aggiornamento. In un mondo che cambia velocemente anche nel vino vanno seguite le tendenze, i nuovi prodotti, le nuove scuole di pensiero e, perché no, anche le mode.
E poi, infine, forse l’aspetto più bello ed umanamente emozionante di questo mondo è la conoscenza di tante persone: colleghi sommelier, produttori, giornalisti ed addetti ai lavori vari, le quali ciascuna sotto un aspetto diverso, ogni giorno, aggiungono un tassello alla mia formazione ma soprattutto alla mia crescita umana.
Betty Mezzina









