I Sommelier si raccontano
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
Non so bene quando è nata la mia passione per il Vino, forse fin da bambino, alle elementari, quando andavo a scuola il pomeriggio e, pranzando a casa di mia nonna, che viveva con un’anziana zia, quest’ultima mi esortava dicendomi: “ Pasquale, bevi il Vino, che devi andare a scuola”.
Forse in quel momento si è acceso un interruttore che non si è mai spento. La passione per l’enogastronomia ha sempre caratterizzato la mia vita. Capace di fare anche centinaia di chilometri in un sol giorno, per acquistare un determinato prodotto.
Ho sempre fatto “ruotare il cibo attorno ad una bottiglia” e non viceversa, come si è solito fare. Per me, infatti, il Vino è emozione, storia e cultura, racconto.
Il corso da sommelier, frequentato presso l’Ais Puglia, delegazione Bat-Svevia, mi ha permesso di mettere “un cappello” sulla mia passione. Infatti, mi definisco un “sommelier passionale”. Grazie all’Ais ed ai suoi relatori, mi si è aperto davanti un mondo fatto di piccoli particolari, sfumature, territori, che hanno contribuito ad accrescere la mia passione e la mia curiosità. Sono sempre alla ricerca del nuovo, del mai degustato; per scoprire nuove sfaccettature di un mondo dove non si finisce mai di imparare, dove il confronto e la condivisione crea nuovi rapporti. Attorno ad un calice si può rimanere fino a tarda notte per scoprirne i segreti nascosti, il lavoro degli uomini, l’evoluzione che il tempo gli ha donato.
Pur lavorando in un settore totalmente diverso da quello del Vino (dopo il diploma di perito tecnico commerciale ho intrapreso un’attività’ nel commercio di metalli) cerco sempre di conciliare passione e lavoro, viaggi e cantine.Gli amici mi definiscono: un”malato” del Vino, un”irrequieto” che non sta mai fermo; ma perché stare fermi, in un mondo dove c’è tanto da scoprire.
Di me dico: “Se passo dinanzi ad una cantina , state pur certi che mi fermo”
“Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione ( cit. Ovidio )
Pasquale Ieva







