Xylella: 30 mila campionamenti in poche settimane
Il monitoraggio smentisce l’efficacia degli espianti
Appena ripreso il monitoraggio del batterio gestito dall’Arif questa estate si sono riscontrati alberi infetti al margine del focolario di Oria in agro di Francavilla… in questi giorni a distanza di decine di KM dal focolaio più avanzato di Oria si ritrova la presenza di infezioni in agro di Ostuni in una stazione di servizio. Gli esperti unanimi nel dichiarare che gli insetti infetti sono arrivati a bordo di automezzi.
Queste notizie confermano l’inefficacia della strategia basata sugli espianti: nel primo caso l’infezione ha continuato a diffondersi a margine degli espianti di Oria. Nel secondo caso la diffusione della infezione si è spinta seguendo il flusso quotidiano di automezzi provenienti dall’area infetta come avviene probabilmente anelle altre “arterie” della mobilità rete ferroviaria inclusa.
La lotta al vettore appare ancora una volta la chiave di volta di questa battaglia… gli esperti continuano a reclamare l’uso di pesticidi per abbattere la popolazione del vettore…
Ma è possibile prescrivere dei trattamenti ignorando le norme attuative della Direttiva UE sull’uso dei pesticidi?
Ad oggi non esistono pesticidi autorizzati dal Ministero e tali trattamenti devono essere eseguiti solo dopo aver avviato una capillare e continua azione di monitoraggio.
La Regione sta velocemente recuperando il tempo perso a seguito del contenzioso amministrativo e del sequestrio preventivo operato dalla Procura di Lecce. In poche settimane l’ARIF ha eseguito 30.000 campioni nella “zona cuscinetto” procedendo dai confini dell’area indenne e proseguendo verso la zona infetta
Un’operatività che smentisce i ritardi e le imprecisioni del monitoraggio effettuato negli anni precedenti oggetto come ricorda la cronaca di contestazione per le procedure approssimate.
Sicuramente tale risultato va attribuito ad un clima nuovo che da novembre del 2015 si respira negli uffici regionali. La nascita della “task force” ha fornito importantissimi e originali contributi multidisciplinari che spaziano dalla ricerca nel settore giuridico alle esperienze nel settore batteriologico e ambientale.
Le “misure fitosanitarie” oggetto della delibera dell’aprile 2016 hanno avuto l’avvallo della task force evitando così la vulnerabilità ad altre azioni amministrative.
Purtroppo per la seconda volta in meno di un anno l’Efsa quale organo di valutazione scientifica della UE ha “rimandato al mittente” la documentazione del Ministero curata anche dal CNR ribadendo che vite ed agrumi continuano ad essere considerati potenziali ospiti del batterio X.fastidiosa Pauca Codiro continuando a generare cautela per ipotesi di reimpianto e preoccupazione per eventuali restrizioni da parte della UE.
La strada da percorrere è ancora lunga ma dopo anni caratterizzati da inevitabile inesperienza e confusione la definizione di un percorso chiaro appare nella lettura del DDL “gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa”.
Riconoscere il passaggio da una gestione emergenziale ad una gestione sistemica e prolungata negli anni è importante per il territorio e per rafforzare la credibilità riconquistata in questi ultimi mesi.”









