“I Sommelier si raccontano”
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
Fino a qualche anno fa non avevo alcun interesse per il vino, ero convinto che non mi sarei mai occupato di nulla che riguardasse l’enogastronomia, tuttavia credo fosse scritto nel mio destino.
Da bambino aspettavo con ansia i giorni della vendemmia, quando tutta la famiglia si riuniva nella campagna dei nonni paterni, tra i trulli di Locorotondo; era una vera e propria festa, condivisa con tutto il vicinato, tra pranzi, balli e risate. Ricordo ancora la mia grande felicità e trepidazione che però, lo ammetto, era legata più che altro ai giorni di assenza “giustificata” a scuola!
Sono cresciuto così tra la campagna e la città, ascoltando i racconti della vita umile dei nonni e della cucina genuina fatta del raccolto stagionale e dell’allevamento rurale.
Nella mia famiglia, “alimentazione sana” e “vita sana” sono sempre stati concetti cardine, anche grazie a mio padre, chef che ama profondamente il suo mestiere, la sua terra, le sue tradizioni e che si impegnata quotidianamente per trasmettere queste passioni.
Dopo il liceo, mi sono trasferito in Galles per completare gli studi e laurearmi in business e spagnolo. Ho lavorato in Spagna per un anno, presso l’aeroporto di Malaga, mettendo alla prova la nuova lingua e la mia passione per i viaggi. Dopo di che, nel 2012, sono tornato in Puglia.
Aver vissuto quattro anni lontano dalla mia terra, mi ha permesso di capire quanto ricca sia la mia regione e quanto poco, in realtà, ne sapessi al riguardo. Come spesso accade, molte cose, soprattutto le più semplici, si danno per scontate. Così un albero di ulivo, la campagna di famiglia e la cucina di mio padre sono diventati completamente nuovi ed interessanti, iniziavo a guardarli sotto una nuova luce e ad apprezzarli realmente.
Avevo cominciato a lavorare come consulente informatico ma, in pochi mesi, ero certo che non sarebbe stata quella la mia strada. Ero sempre più spinto verso questo nuovo interesse per i sapori della terra, della mia terra, che così a lungo avevo sottovalutato!
Perciò, cosa poteva esserci di più stimolante di un viaggio con mio padre, in Russia, per promuovere la cucina pugliese ? Ricordo un episodio in particolare: l’imbarazzo provato quando, a tavola con mio padre e un russo, io bevevo del tutto ignaro di cosa ci fosse nel mio calice, mentre quest’uomo conosceva perfettamente i vini della mia regione!
Dieci giorni dopo, rientrato a Bari, ero alla mia prima lezione del corso per sommelier organizzato dall’ AIS e, lezione dopo lezione, scoprivo un mondo meraviglioso. Sapevo da subito che non poteva e non doveva essere solo un hobby.
Nei successivi due anni, mi sono avvicinato sempre di più alla ristorazione e alla gastronomia, lavorando con diverse strutture nella zona di Bari e provincia, per mettere alla prova anche questa passione.
Nel Gennaio 2014, ho ottenuto il riconoscimento di “degustatore degli Oli Extra Vergini e Vergini di Oliva”, un altro prodotto cardine del nostro territorio, incredibilmente affascinante e ricco di sorprese.
Nell’ Aprile 2015, ho finalmente superato l’esame AIS, ottenendo un altro importante riconoscimento. Ho provato grande soddisfazione, l’impegno mi stava ripagando, ne ero felice, ma anche consapevole che doveva essere un punto di partenza!
Sentivo il bisogno di conoscere più a fondo cosa ci fosse realmente dietro una bottiglia di vino, di mettermi nuovamente alla prova. Così, lo scorso gennaio, sono partito per l’ Australia, per raggiungere il cuore della Clare Valley e vivere questa esperienza unica con l’ azienda vinicola “Jim Barry Wines”. Un’opportunità che mi sta dando modo di conoscere numerosi vitigni, come “Riesling”, “Shiraz” e “Cabernet Sauvignon”, ma anche stili diversi e, soprattutto, nuovi abbinamenti cibo-vino.
Il passo successivo? Non ne sono ancora certo, ma il bello di questo mondo è che non si finisce mai di imparare.
Amo viaggiare, scoprire in prima persona ciò che leggo sui libri, vivere le tradizioni locali.
Ormai, al ritorno da ogni viaggio, non manca mai una bottiglia di vino nella mia valigia, per condividerla con la famiglia e gli amici.
Cerco sempre di stimolare la curiosità di chi pensa che il vino sia solo rosso o bianco, perché dietro ogni bicchiere di vino c’è una storia… bisogna solo saperla leggere!
Robert Maggi







