Pensioni: nelle campagne pugliesi 2 anziani su 3 supporto di esperienza in masseria didattica e sociale
“In Puglia sono oltre 63 mila i coltivatori diretti con un’altissima percentuale di pensioni integrate al minimo che, nonostante tutto, sono impegnati con grande entusiasmo e dedizione nel presidio territoriale delle aree rurali, dove spesso sono il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà. Nelle campagne pugliesi 2 anziani su 3 risultano un indispensabile supporto di esperienza soprattutto nelle masserie didattiche e sociali, dove il contributo a beneficio di bambini e persone bisognose di sostegno è sostanziale”. E’ il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, a sottolineare la positiva presenza dei nonni in casa e nelle aziende agricole per il contributo economico e sociale che sono in grado di offrire in un momento di difficoltà, secondo quanto emerso da un sondaggio on line del sito www.coldiretti.it in occasione della divulgazione dei dati Istat sulla condizione di vita dei pensionati.
“Bisogna creare prospettive di futuro che coniughino l’esperienza degli anziani alla grande vitalità dei giovani coltivatori. Per questo in Puglia è necessaria una legge regionale che individui la fattoria sociale – aggiunge il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – quale impresa economicamente e finanziariamente sostenibile, la cui conduzione di attività agricole, zootecniche, forestali, florovivaistiche, di apicoltura e di acquacoltura è svolta con etica di responsabilità verso la comunità e l’ambiente. Può rappresentare una delle risposte alla crisi economica e un modello di impresa agricola diversificato e multifunzionale, capace di promuovere il benessere del contesto rurale e di generare benefici sia ai produttori che alla comunità locale. In diverse regioni, come Toscana, Abruzzo, Liguria, Veneto è già una realtà consolidata”.
Secondo il sondaggio di Coldiretti il 35 per cento dei cittadini considera gli anziani un valido aiuto per accudire i nipoti al di fuori degli asili e della scuola, il 17 per cento ne apprezza i consigli offerti grazie all’esperienza ed un 4 per cento si avvantaggia dell’apporto lavorativo nella casa, mentre appena il 7 per cento considera i pensionati un peso o un ostacolo. “La solidarietà tra generazioni sulla quale si fonda l’impresa familiare è un modello vincente per vivere e stare bene insieme. Per questo gli anziani vanno aiutati a vivere ancora meglio perché la maggioranza dei coltivatori diretti pensionati riceve meno della metà di mille euro – afferma il Presidente regionale dei Pensionati Coldiretti, Angelo Marseglia – e da qui la necessità di intervenire per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse e fronteggiare l’insostenibilità sociale della situazione a carico dei coltivatori pensionati e delle loro famiglie, sui quali si vanno sempre più scaricando i disservizi e le insufficienze dell’intervento pubblico”.







