A che punto sono i monitoraggi e le eradicazioni degli alberi infetti? Il Nord Barese finalmente consapevole della tragedia non vuole che la Xylella arrivi, il Salento disastrato giustamente chiede ristori e risarcimenti, la ricerca ha i suoi tempi, le Istituzioni regionali sempre in ritardo con i loro tempi e l’Alto Salento insieme a tutta la Piana degli Olivi Monumentali viene data per persa?
Il Ministro Gian Marco Centinaio ha sorvolato il Salento ed ha chiesto “scusa alla Puglia perché lo Stato, che si può chiamare Ministeri, Regione, politica italiana o Magistratura, in questi anni ha voltato la faccia dall’altra parte”. E mentre gli Ispettori Comunitari il 14 giugno hanno terminato i controlli per verificare l’attuazione delle misure di contenimento della Xylella l’Assessore Regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia non compare forse per un incarico più ”sereno” ed il Presidente Michele Emiliano torna ad occuparsi di Xylella, ma non sappiamo ancora bene con quali strategie, dato che la battaglia al batterio e la ricostruzione del patrimonio agrario è in alto mare.
L’Associazione Libero Comitato Anti-Xylella nel territorio di Ostuni è stata lasciata sola, anche per il totale vuoto di governo del territorio. Ora Ostuni ha un nuovo Sindaco, Gugliemo Cavallo, e speriamo si faccia carico della questione Xylella quanto prima, anche per dare continuità al Presidio Informativo Anti-Xylella che ha visto i patrocini non onerosi del Comune di Ostuni, del GAL Ato Salento e del Parco delle Dune Costiere. La nostra Associazione ed il Suo Volontariato non bastono, per fare informazione e formazione ed continuiamo a chiedere a tutte le Istituzioni ed Associazioni di Categorie di agire in rete per coordinare interventi e proposte concrete per tentare di salvare quel che è rimasto dell’olivicoltura pugliese. Il comparto olivicolo è stato messo in pericolo dalle decisioni di una giustizia incompetente che, per “non saper leggere e scrivere”, ha bloccato gli espianti degli alberi infetti e poi con calma ha cercato di capire.
Nel frattempo l’epidemia ha dilagato, complici un’ignoranza galoppante ed un Governo Regionale che ha anche applaudito le decisione di TAR e Magistratura. Dopo anni, il Governo Regionale non nega più l’epidemia e cerca di mettersi al passo con la profilassi richiesta dall’Osservatorio Fitosanitario, che era stato sfidato con spaventosi ritardi degli interventi richiesti da un patogeno da quarantena. Le recenti campagne elettorali, comunali, europea, nazionale o regionale che sia, rimuovono la Xylella e la lotta alla Xylella continua a subire ritardi e a non essere all’altezza della “scuse” del ministro Centinaio. Ma la cosa ancora più allarmante è che gli espianti di alberi certificati infetti quasi un anno fa, in una zona che non si capisce bene se è “zona infetta”, “zona ex-contenimento”, “zona contenimento” o cos’altro, vengano eseguiti in ritardo e “malamente”. Ricordiamo che ad Ostuni ci sono alberi dichiarati infetti che non sono stati ancora eradicati. Sembra paradossale, ma anche quando sono abbattute le piante infette certificate, vengono lasciate a monito olivi ormai semidistrutti dal batterio.
Ed i “sovrainnesti” di cultivar resistenti per tentare di salvare la Piana degli Olivi Monumentali e l’intero paesaggio rurale storico della Puglia, aspettano ancora qualche segnale serio per definire il quadro delle regole istituzionali e le procedure tecniche. Nel frattempo, tra passerelle varie e promesse non mantenute, è stato perso un anno, e non si può avere certezza che saremo pronti per il prossimo, sapendo che il periodo ottimale per gli innesti cade tra aprile e maggio. Per non parlare del futuro dell’olivicoltura del Salento e dell’Alto Salento: vogliamo veramente salvarla e caratterizzarla solo con impianti di Leccino e Favolosa? O sarebbe il caso di pensare e sperimentare sul territorio qualche alternativa credibile? Non viene gestita l’emergenza e non esistono piani e progetti per il futuro dell’olivicotura e per l’intero territorio. Ma tutto tace.
Le responsabilità sono molteplici, non solo della politica e delle Istituzioni, ma ciascuno si faccia un esame di coscienza e provi a pensare al bene comune, come siamo andati avanti sino ad ora sarebbe meglio scordarselo e comunque la nostra Associazione continua ad essere presente ed attiva nella battaglia alla Xylella.










