La guerra dei numeri sul PSR, la replica di Copagri Puglia
L’assessore Di Gioia nel corso della conferenza stampa ha illustrato lo stato di avanzamento del PSR Puglia riportando, tra le dichiarazioni peraltro avallate dallo stesso presidente Emiliano, di impegni pari al 75% del Programma ovvero di oltre 1.220 milioni. Questo dato rappresentato dall’assessore non trova un riscontro oggettivo nei documenti. Mancano infatti, per la totalità dei bandi strategici, ancora le graduatorie definitive.


Ma è bene ricordare che il disimpegno è una sanzione e non può essere confuso con un obiettivo.
Quello che vogliamo evidenziare è che manca ancora la liquidazione del 30% delle domande agroambientali del 2016 oltre agli acconti del 2017. Pagamenti, che i vertici di AGEA il 7 novembre in un incontro con presso l’Assessorato, avevano assicurato sarebbero stati liquidati entro il 15 dicembre, ma siamo ancora in attesa e non si vedono soluzioni a breve. L’Assessore evidenzia i dati delle domande presentate 3200 per la misura 4.1 investimenti nelle aziende agricole, 5.000 per i giovani e 400 per l’industria agroalimentare. Come confermato dalla Regione parliamo di richieste superiori 10 volte le disponibilità. Questo vuol dire immobilizzare la struttura regionale nell’espletamento di pratiche di diniego. Rigettare una domanda di sostegno, costa all’Amministrazione in termini di tempi e risorse, quasi quanto gestire una domanda di pagamento. Senza contare i tempi dei contenziosi. Sarebbe interessante sapere quante sono state le istanze di accesso agli atti presentate per la misura 4.1 .
Le massicce richieste fanno soprattutto emergere le debolezze degli strumenti informatici utilizzati per la presentazione delle richieste, inadeguati a filtrare istanze inammissibili. Infatti L’E.I.P. Elaborato tecnico Informatico non è stato in grado di filtrare domande contenenti informazioni non attendibili. Infatti Il professor Nardone, Autorità di Gestione del PSR, conferma che si sta predisponendo una puntuale verifica delle Autodichiarazioni. Peccato che abbiamo atteso 15 mesi per disporre di uno strumento che oggi ci fa tornare al punto di partenza e non ci permette di parlare di graduatorie. Non solo, ma quando dichiarato è oggi il principale motivo dei numerosi ricorsi al TAR.
Copagri ha evidenziato una situazione reale, confermata dalle dichiarazione dell’Assessore e dall’Autorità di Gestione, oggi aggravata dai ricorsi pendenti, che potrebbero comportare l’annullamento dei bandi stessi.










