Adotta un ulivo secolare: difendi e tramanda la storia
Di Adele Galetta
“Se un albero scrivesse l’autobiografia, non sarebbe diversa dalla storia di un popolo” (K. Gibran).
Adottare un ulivo secolare dandogli un nome e avere anche l’olio che produce. È il progetto che sta portando avanti la “Masseria Appia Traiana”, nel cuore della marina di Ostuni, costruita nel 1889, estesa per oltre 24 ettari, e delimitata dall’antica Via Appia Traiana da cui prende il nome. Il progetto “Adotta un ulivo secolare pugliese” prevede che, con una piccola spesa, si possa dare un nome alla pianta e avere 9 litri di olio EVO prodotti da quell’ulivo. E non solo. Per chi vorrà assistere all’antico e consueto rito della raccolta delle olive o a chi vorrà improvvisarsi bracciante, è data la possibilità di partecipare alla raccolta dei frutti degli ulivi secolari, fino alla visita nel frantoio dove si assisterà alla lavorazione delle olive ed all’estrazione dell’olio novello per degustarlo appena prodotto. La Puglia è la regione dove più di ogni altro luogo mediterraneo il paesaggio rurale è caratterizzato dagli olivi, carichi del fascino dei tanti secoli e della storia che hanno attraversato, delle avversità che hanno superato.
Quelli secolari sono delle vere sculture viventi. Un ponte tra passato e futuro. Simbolo di sacralità e di pace (la colomba biblica tornò da Noè con un ramo di ulivo nel becco per annunciare il ritiro delle acque dalla terra), l’olivo ha accompagnato la storia dell’uomo dagli albori della civiltà fino ai nostri giorni. Secondo la mitologia, Atene, capitale dell’Ellade, cuore, centro propulsore intellettuale e politico della civiltà greca, è intimamente legata al suo nume tutelare, alla Glaucopide, dea dagli occhi brillanti come le foglie grigio-verde-argento degli ulivi, ritenuti sostanza di luce e simbolo di sapienza. Per aggiudicarsi il possesso protezione su Atene gareggiarono Poseidone, dio del mare, e Atena, figlia di Zeus, dea della saggezza. Poseidone colpì con il suo tridente la roccia (su cui successivamente sarebbe sorta l’Acropoli) e da questa fece venir fuori una fonte d’acqua marina ed un cavallo più veloce del vento. Atena piantò il primo ulivo, albero che, per millenni, con i suoi frutti avrebbe dato un succo meraviglioso che gli uomini avrebbero potuto usare per la preparazione dei cibi, per la cura del corpo, per la guarigione delle ferite e delle malattie e quale fonte di luce per le abitazioni. Gli ulivi secolari sono testimoni di storia e cultura antiche. Simbolo di pace e di concordia. Da essi nasce il vero oro della Puglia. Chi salva un ulivo, salva lo spirito e l’identità dell’anima della terra. L’adozione è una promessa, un patto che consente alla storia dell’olio di continuare ad essere raccontata e tramandata.











