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Incontro della Cia: la Xylella non incide sulla qualità dell’olio extravergine

  • 19/09/2016
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Incontro della Cia: la Xylella non incide sulla qualità dell’olio extravergine

“Sia ben chiaro: la Xylella Fastidiosa non può in alcun modo avere conseguenze sulla qualità dell’olio extravergine pugliese, non attaccando la drupa dell’oliva”. L’altolà agli speculatori – che cercano di raffreddare i prezzi del prodotto regionale – è di Giannicola D’Amico, vicepresidente  della Cia di Puglia e arriva  dalla Fiera del Levante di Bari, nel corso di una  conferenza stampa (presenti, fra gli altri i direttori provinciali Inac di Bari, Girolamo Ceci e di Foggia, Ezio Giannatempo).

La confederazione attende di conoscere i contenuti della legge regionale per contrastare la batteriosi. La Cia si dice  pronta a dare un contributo nella fase di discussione, nelle opportune sedi.

La linea del presidente della Regione,  Michele Emiliano, confligge con l’Europa che ordina all’Italia di sradicare non soltanto gli ulivi ammalati, ma anche le piante ospiti nel raggio di cento metri. Secondo il governatore lo sradicamento deve, invece, limitarsi agli ulivi ammalati. C’è il rischio che l’Europa ordini il blocco della movimentazione di tutto l’agroalimentare pugliese come sanzione per la mancata osservanza delle misure comunitarie (recepite dal  piano Silletti). Se ciò avvenisse i danni per l’economia regionale sarebbero incalcolabili.

La batteriosi, intanto, avanza implacabile in Puglia, regione in cui la patologia ha già ucciso moltissimi ulivi nelle campagne salentine (nel Gallipolino la situazione è, purtroppo, irrecuperabile: la guerra è persa).
cia
“Le disposizioni comunitarie e regionali del maggio scorso hanno modificato ancora  le aree delimitate alla Xylella Fastidiosa”, dichiara  D’Amico. “In pratica – spiega – l’estremo confine Nord della zona cuscinetto è quasi arrivato al limite di confine tra le province di Brindisi e Bari. Si tratta di un territorio a forte vocazione olivicola con una parte caratterizzata da ulivi secolari e millenari, che rappresentano un importante fattore di attrazione per il turismo e per la multifunzionalità agricola. A rimetterci fino ad ora sono stati gli agricoltori, che hanno subito ingenti perdite di reddito. Bisogna innanzitutto potenziare e implementare – avverte – il monitoraggio da parte degli ispettori fitosanitari e contemporaneamente  condividere con la Regione Puglia  e con tutti gli enti e i soggetti interessati una nuova strategia per il futuro del territorio interessato alla problematica”.
La Cia di Puglia plaude ai  progetti di ricerca scientifica approvati e finanziati dalla Regione e auspica che venga istituita  un’Agenzia regionale specifica.
Ma diamo  un’occhiata alle  proposte della Cia di Puglia per il rilancio della olivicoltura nelle zone colpite dalla Xylella:  razionalizzazione degli oliveti tradizionali,  rinnovamento degli impianti e introduzione di nuovi sistemi produttivi; concessione dell’autorizzazione al reimpianto  con varietà che risultino più tolleranti al batterio; autorizzazione almeno all’impianto delle piante ospiti del batterio già con i bandi delle misure 4.1.A “Sostegno agli  investimenti nelle aziende agricole” e 4.1.B “Sostegno agli investimenti realizzati da giovani agricoltori” del Psr 2014-2020; autorizzazione all’impianto di alberi da frutto delle specie autoctone (ritorno alla biodiversità);  aumento della dotazione della misura 5 del Psr Puglia “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e da eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione” almeno a 100 milioni di euro per i territori delimitati come aree interessate alla Xylella; utilizzo dell’irrigazione, anche attraverso l’impiego delle acque reflue  trattate; stanziamento di specifici fondi straordinari comunitari, nazionali e regionali; salvaguardia degli ulivi monumentali con specifiche azioni di sostegno per monitorarne l’eventuale patogenicità, prevedendo specifici interventi anche con la collocazione di reti anti-insetto; predisposizione di piani di zona i cui interventi siano improntati, oltre che alla salvaguardia degli interessi agro-economici, anche alla riqualificazione paesaggistica e alla salvaguardia idrogeologica. Oltre a ciò – secondo la confederazione –  bisogna garantire agli agricoltori danneggiati un equo indennizzo, che tenga conto dei danni diretti e dei mancati redditi subiti fino ad oggi e che saranno subiti in futuro, misure a sostegno della integrazione del reddito degli olivicoltori e che mirano a implementare le azioni di divulgazione per far conoscere il ciclo biologico del batterio e del vettore e le relative azioni di contenimento.
xylella
Infine, da Pietro De Padova, vice presidente della Cia di Taranto, un passaggio  sul piano olivicolo: “Urge definire modelli di olivicoltura basati sul miglioramento della qualità, sull’abbassamento dei costi e sull’aumento di produzione per ettaro, necessari per centrare gli obiettivi del piano olivicolo, utilizzando anche risorse del Psr”.
Marco Mangano
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