I sommelier si raccontano
Con la diffusione della cultura del vino si è andata sempre più affermando una nuova figura, quella del Sommelier. Questa rubrica raccoglie le dirette testimonianze di quanti si sono fatti coinvolgere, per ragioni professionali o per semplice passione, in questo percorso di conoscenza.
Noi ospitiamo le loro storie, a nostra volta per conoscerli di più.
Sono Chiara Campanella e per passione mi diletto ad assaggiare vino.
Sono una sommelier AIS, la mia passione nasce dalla ricerca di un legame profondo con la natura.
Ritengo che evoluzione e legame con la natura siano condizioni necessarie per lo sviluppo civile.
L’enologia è una scienza che rappresenta magnificamente tale connubio, l’amore per la natura ed i suoi frutti unita alla tecnica che permette di trasformarli in un nettare pregiato ed unico.
Accettare il rischio che la natura a volte non sia clemente, ma avara di risorse è nella logica dell’evoluzione, all’uomo dunque la ricerca di averne cura. La natura va accettata e compresa cosi come si presenta, perché nel suo modo di manifestarsi essa ha sempre un senso profondo, anche se a volte misterioso; ma quando c’è amore per ciò che si ha nell’animo il resto viene da sé. Sic !
Le forze che governano la terra, la sacralità dell’acqua, del sole, dell’aria rendono vita, donano frutti unici, all’uomo e alla sua astuzia la responsabilità di renderli capolavori!
Sin dall’alba della civiltà l’uomo aveva notato come gli animali si nutrivano dei frutti della pianta della vite, che crescendo come rampicante e “maritandosi” ad un fusto vicino saliva al cielo assorbendo energia e donando zucchero e aroma alla sue bacche.
Il vino è la sintesi spontanea, nonché il miracolo offerto da questo gigantesco laboratorio della natura, scoperto forse da un antico progenitore georgiano conquistato dal suo odore intenso, da gusto dolce e dalla sua inebriante sensazione di benessere.
Cosa c’è di più bello se non quello di poter assaggiare, gustare, emozionarsi, capire e raccontare tali opere?
E’ questo l’humus dal quale ha avuto origine la mia passione…il vino, la sua storia, la vite e la terra che le ha dato vita, l’uomo che l’ha curata e ne ha trasformato i frutti in vino.
Mi affascina comprendere le essenze e gli umori dei vini che degusto, cosi come scoprire l’abbinamento ad un cibo che ne valorizzi le caratteristiche e si valorizzi a sua volta, come due esseri unici ed indipendenti che interagendo generano armonia.
Amo le differenze e le sorprese, non mi piace la conformità e la ricerca del gusto comune come perfetto, tale che solo i vini il più possibile naturali e non sofisticati riescono ad ammaliarmi e sorprendermi; mi piace confrontarmi con persone che assaggiando e gustando provano emozioni e interpretazioni diverse dalle mie.
Tra queste ce n’è una(*) che un giorno mi disse delle parole che vorrei fare mie “se nel vino riconosci una trama, devi saperla raccontare ad un astemio e farlo ricredere; tali capacità sono attitudini naturali, legate ai sensi ed all’immaginazione che permettono verosimilmente di dar vita ad una immagine che, se ben rappresentata da questi unici druidi del tastevin, soddisferà chi hanno di fronte. Potrebbe sembrare saccenza ma non lo è… è un’attitudine affinata e raffinata che pochi hanno”!
La mia curiosità verso etichette meno conosciute e/o di territori lontani, la mia voglia di non rimanere radicata necessariamente al territorio, ma di gustare ciò che potrebbe diventare un viatico verso la sua origine o anche solo per mettere in gioco la mia conoscenza, sono mie piacevoli caratteristiche scoperte ora non prima.
In questo mio percorso di conoscenza e di studio, un grazie soprattutto a tutti coloro che professionisti esperti e giramondo mi aiutano a scoprire sempre nuovi profumi e sensazioni di Gusto.
Il vino perfetto non esiste! (*)
Chiara Campanella
*(cit. Bob Mc Anzie, persona che mi onora conoscere… non so molto di lui, ma tanto basta).









