Vino e teatro IV Eedizione
A scuola di “Primitivo”, sotto l’egida di Bacco e Apollo.
di Annunziata Denora
Novembre, mese del vino e degli eventi sul vino. Si è tenuta sabato 5 Novembre la IV edizione di “Vino a teatro”, che spicca sulle altre manifestazioni sul vino in quanto ad eleganza. Può il teatro coniugarsi al vino? Ebbene, “Vino a teatro” è la dimostrazione che tale binomio, all’apparenza strano, può sussistere e funzionare bene. L’evento è riuscito a ricreare un connubio perfetto, quello tra Apollo – dio e protettore di tutte le arti, indi della musica – e Dioniso – protettore del vino e del teatro. Ergo, vino e teatro sono di per sé originariamente legati ed ambedue sotto l’egida di Bacco. Tuttavia, ad Apollo potremmo ascrivere la componente musicale, nonché la raffinatezza, la sobrietà e levità con cui la serata si è svolta, date altresì dalla sofisticata cornice scelta, il restaurato Teatro Mercadante. Alla lotta tra l’apollineo e il dionisiaco può talora subentrare l’equilibrio tanto agognato, come è avvenuto in questa incantevole serata.

In ultimo, nelle nuove sale del teatro si è svolta la degustazione degli ottimi vini con i relativi abbinamenti culinari. Tenuta Viglione, Felline e Giampietruzzi vini, questi i nomi delle cantine ospiti quest’anno, che hanno offerto il loro primitivo per la degustazione. Vini pugliesi di qualità, che hanno appagato i sensi dei presenti con la loro corposità e le loro intense fragranze.
Bilanci. Una piacevole serata, leggera, divertente, educativa anche, che ha accolto e coinvolto gli ospiti presenti. Una edizione questa più matura a detta di molti dei presenti, che si è svolta nel migliore dei modi grazie alla magia e l’armonia che gli organizzatori hanno saputo creare e trasmettere agli astanti. Insomma, l’evoluzione c’è stata, “Vino a teatro” sta crescendo e dopo i primi passi forse su gambe ancora malferme e insicure, ora procede più forte e consapevole di prima. La magia è scaturita altresì dal vino stesso e dalla sua capacità di catturare ed inebriare tutti i sensi, di rapirci da noi stessi e di spezzare così la temporalità verticale, ossia il tempo che tutti conosciamo e che scorre inesorabile, facendoci varcare la soglia di un’altra dimensione, un altrove con una nuova dimensione del tempo: un tempo orizzontale, più pacato, lento, più vivibile e umano.
In attesa della quinta edizione, non ci resta che archiviare ricordi, volti, sapori, risate e sensazioni di una magnifica serata, sapientemente orchestrata da un affiatato staff tecnico ed organizzativo e dal direttore artistico, nonché ideatore della manifestazione Piero Crivelli. Siamo impazienti di vedere quali succulente novità ci riserverà la quinta edizione di “Vino a teatro”.











