Il Salento ospita i migliori vini bianchi e rossi Italiani
di Luigina Simonetti
Castello Monaci, la bellissima struttura medievale, resort e cantina , situata tra Salice Salentino e San Pancrazio, ha ospitato la terza edizione della VINOWAY WINE SELECTION, nelle giornate del 7 e 8 Maggio, mettendo a segno ancora una volta un grande successo per la rassegna di vini più cool della nostra regione. Presenti solo le migliori produzioni enologiche italiane. La manifestazione ha avuto luogo, in un’area di stupefacente bellezza, nel mezzo di una natura estremamente accogliente, tra distese di ulivi, vigneti, prati verdeggianti e coloratissime composizioni floreali in un clima elegante, con scelte di gusto e di stile che hanno reso imperdibile questo appuntamento per winelovers, giornalisti ed addetti ai lavori .
Organizzato dall’associazione VINOWAY ITALIA ed ideato da Davide Gangi editor di Vinoway.com , con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia , in collaborazione con AIS PUGLIA, presenti ben 200 etichette tra vini rossi, rosati e bianchi provenienti da Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Trentino Alto Adige, Veneto e Puglia, insieme ai loro produttori riuniti in una manifestazione dal carattere nel contempo convegnistico e conviviale.
Le etichette presenti, patrimonio del ricchissimo panorama enoico italiano, sono state selezionate dagli autori e degustatori di Vinoway.com. Le aziende presenti , scelte poiché rappresentative di quello che è un percorso di qualità all’interno delle produzioni italiane locali.
La manifestazione è stata scandita in più tempi, con un primo momento, la serata del 7, dedicata alla cena di gala per addetti ai lavori e durante la quale sono stati premiati i vini che hanno ottenuto le migliori referenze e gli enologi ed operatori che si sono distinti per il loro percorso. La conduzione e consegna dei premi è stata affidata alla giornalista Barbara Politi che ha affiancato Davide Gangi, mentre veniva servita la cena con un menù a più mani, quattro grandi chef: Emanuele Frisenda, Antonio Fanizzi, Alessandra Civilla, Teresa Buongiorno. Ogni singola portata preparata da ognuno di loro è stata accompagnata dai grandi vini dell’Azienda Castello Monaci.
La mattinata del giorno 8 , dopo l’accoglienza degli ospiti, è stata dedicata alla conferenza apertasi intorno alle ore 10,30 e alla quale hanno preso parte tutti i produttori presenti, insieme a giornalisti ed addetti ai lavori, oltre ad un pubblico di enoappassionati. Il convegno ha dipanato temi molto attuali partendo da questi due quesiti “ Come è cambiata la comunicazione del vino nell’era del social media network?” e “ lI global warming può cambiare la viticoltura e mettere in pericolo le nostre autoctonie?”
Il dibattito si è aperto con i saluti a tutti i presenti, di seguito la parola è stata data agli addetti ai lavori, evolvendosi attraverso un talk show in cui di volta in volta gli ospiti si sono accomodati nel salotto , esponendo la propria posizione, opportunamente guidati dallo stesso Davide Gangi, sapiente moderatore del convegno. Presenti molti protagonisti del mondo enoico e della comunicazione , tra questi, gli stessi che hanno ricevuto il premio Vinoway. Tra gli intervenuti che hanno parlato del ruolo della comunicazione nel mondo del vino, Gioacchino Bonsignore, Raffaele Fischetti, Daniele Galler, Pasquale Porcelli, Antonio Tomacelli, Adolfo Scuotto . Il dibattito ha messo in luce come Internet abbia cambiato il mondo della veicolazione del prodotto enoico, in quanto capace dii raggiungere iI consumatore in modo diretto, immediato, mettendo in atto anche dinamiche involontarie di ricerca. Si pensi al turista a caccia di informazioni sul territorio e come le stesse possano veicolarlo verso le produzioni di vino ad esso connesse.
I blog e i gruppi di riferimento attirano l‘attenzione di enoappassionati creando a volte, una folla di pareri e suggerimenti , in cui è necessario mettere “ordine”, questa la finalità del Gruppo Facebook Sommelier:appunti di degustazione, che per tale motivazione ha ricevuto il Premio per la Comunicazione di Vinoway. Oppure, come l’editor di Intravino definisce la sua rivista online, un “anticorpo” nella giungla di idee sul vino e sui modi di produrlo, in quanto il vino può essere definito, nei suoi percorsi di lavorazione, alla stregua di un alimento legato ad un’etica intrinseca. Il produttore deve confrontarsi con la natura e scegliere i sistemi produttivi in grado di fronteggiare adattamenti climatici e necessità di buona qualità, oltre a doversi affidare a canali di comunicazione efficaci. Chi scrive di vino, dovrebbe farlo non seguendo una logica di opportunismo economico, ma quello dell’onestà intellettuale ed affidarsi alla propria capacità di giudizio, trasferire informazioni in modo semplice ed efficace e non lasciarsi influenzare da logiche di mercato.
Il web pullula di wine writers, molti scrivono per il puro piacere di interagire col pubblico, ma quello che emerge dalle parole del giornalista Pasquale Porcelli, è che tuttora le riviste cartacee si pongono con maggiore autorevolezza rispetto a questi temi. Il vino, tradizionalmente associato al consumo di alcool, ha sempre avuto poco spazio nelle televisioni, ma sembrerebbe che finalmente attraverso la comunicazione del web abbia trovato uno sdoganamento ed un luogo in cui tutto si muove con maggiore semplicità. I produttori, consapevoli di ciò, si affidano alla comunicazione online, certi di un percorso di successo, in quanto, quello che conta è lo story telling, capace di raggiungere il consumatore. Il vino ha sempre delle radici culturali, una tradizione da rispettare, un territorio da raccontare, ed è su questo che bisogna condurre la comunicazione, poichè un tempo ci si affidava essenzialmente alle guide, ma ora i winelovers cercano informazioni capaci di raccontare l’anima di un vino attraverso la storia della famiglia, dei luoghi e delle tradizioni aziendali.
I primi a raccontare il vino sono stati Mario Soldati ed Umberto Veronelli, da allora il mondo della comunicazione, passando attraverso la rete, si è trasformato, diventando meno elitario, consentendo a tutti di parlarne e di approcciarsi alla sua narrazione, sebbene, per le aziende il modo migliore per comunicarlo rimanga sempre e comunque attraverso l’assaggio di un buon calice.
Vinoway, palestra di idee, ha poi dato respiro al secondo quesito del convegno, di natura più agronomica e tecnica, passando la parola ad enologi come Massimo Tripaldi, Marco Mascellani, Lino Carparelli, Christian Scrinzi, Umberto Trombelli che ha anche ricevuto il premio Vinoway, come miglior Enologo Italiano.
Gli elementi emersi, riportano alla necessità dell’affermazione di una nuova strategia di sviluppo, improntata al criterio della sostenibilità, per una gestione consapevole dell ‘ecosistema in un momento di cambiamenti climatici, che impongono nuove linee di condotta. La viticoltura è fortemente coinvolta dall’impatto che il general warming può comportare su rese e qualità, in quanto una meteorologia sempre più estrema mette a dura prova le produzioni. Il nostro territorio, tuttavia , trova nella sua ampia biodiversità , con oltre cinquecento vitigni diversi, una fonte di ricchezza per affrontare le difficoltà che arrivano dai cambiamenti climatici. Quella degli autoctoni, una caratterizzazione tipica italiana, un tempo poco apprezzata, ma oggi vista come nuova opportunità.
Ma lo stravolgimento dei fenomeni atmosferici, con la relativa massimizzazione degli eventi atmosferici, arriva anche a cambiare il profilo di queste uve, in quanto i tempi di maturazione rischiano di stravolgere il corredo aromatico e la carica fenolica subisce cambiamenti. La personalità delle uve e conseguentemente quella dei vini sta cambiando. Non è solo un fatto di mode dettate dai consumi, ma la diffusione di vini che vanno verso una maggiore morbidezza, è il risultato di temperature sempre più elevate. Far fronte a queste emergenze diventa difficile, sebbene al momento ci sia già un cambiamento delle aree vitate con uno spostamento sempre più a nord, oppure in zone di maggior altitudine, col rischio di smarrire il concetto di appartenenza ad un’area specifica e quindi la perdita di autoctonia territoriale. Nuove strategie per nuove emergenze vedono come risposta anche l’impianto di cloni con caratteristiche di maggiore adattabilità e il ricorso a barbatelle selvatiche. Si va incontro ad uno stravolgimento ed adattamento delle pratiche agricole anche nell’ambito del biologico, dove una intensificazione di trattamenti col rame, metallo pesante, può rivelarsi dannosa. Questo dibattito non ha esaurito le domande e i temi, ma ha aperto nuove strade per avviarsi verso un ulteriore approfondimento delle problematiche di un nuovo modo di intendere la viticoltura.
Il salotto di conversazione si è poi spostato dal convegno al Brunch. Un buffet allestito come nella migliore tradizione di Castello Monaci, con tavoli disposti nel magnifico giardino, sotto un pergolato che lasciava filtrare leggermente i gradevolissimi raggi di sole che, questa primavera un pò pigra, stenta a regalarci. Il luogo, finemente arredato , con tovagliato bianco e candide rose al centrotavola, era predisposto per un servizio selfservice, con varietà di scelta, tra piatti di salumi e formaggi, di pesce arrosto , carni grigliate, sformati di verdure, primi piatti e pietanze della tradizione pugliese, insieme a focacce, dolci e frutta con spiccati accostamenti di colore. Le portate sono state accompagnate dalla selezione dei vini della medesima cantina. Un’esperienza di gusto, conclusa nelle prime ore del pomeriggio.
La seconda parte della giornata si è aperta con la Masterclass di vini bianchi e rossi, tutti con un profilo di rilievo tra quelli che hanno raggiunto un punteggio non inferiore a 93/100 e premiati durante la serata precedente, creando un ventaglio di possibilità di approfondimento gusto olfattivo di rilievo. Davide Gangi ha dedicato spazio ai produttori presenti ,per esplicitare sia il valore dei vini che il percorso delle scelte aziendali. Ogni vino è stato presentato dal produttore o dall’enologo dell’azienda, mentre I giornalisti esperti Jenny Viant Gomez e Pasquale Porcelli hanno commentato i singoli assaggi. Diciannove i vini presenti, dal nord al sud.
MASTROBERARDINO Stilema Fiano di Avellino DOCG2015
TIEFENBRUNNER Rachtl Sauvignon Blanc Alto Adige DOC Riserva 2015
CANTINA KALTERN Quintessenz Alto Adige Classic Superiore 2017( schiava)
CASALE DEL GIGLIO Mater Matuta Lazio Rosso IGP 2015
TORREVENTO Vigna Pedale Castel del Monte DOCG Riserva 2015
MARCHESI DI BAROLO Barbera d’Alba DOC Peiragal 2016
CONTI ZECCA Liranu Negroamaro Riserva Leverano DOP2015
CASTELLO MONACI Aiace Salice Salentino Riserva DOC 2015
AZIENDA VITIVINICOLA MARULLI Malassiso Copertino Rosso DOP Riserva 2015
GIANFRANCO FINO VITICOLTORE Es Primitivo Salento IGT 2016
CENTORAME Castellum Vetus Montepulciano d’Abbruzzo Colline Teramane DOCG2014
CHIUSA GRANDE Perla Nera Montepulciano d’Abbruzzo DOC 2011
TENUTA CAVALIER PEPE Opera Mia Taurasi DOCG 2013
TENUTA SCUOTTO Stilla Maris Campania Aglianico IGP 2012 Edizione Limitata
CANTINA PRODUTTORI BOLZANO Alto Adige DOC Lagrein Riserva Grieser 2016
CANTINA SCUROPASSO Luna Piena Buttafuoco DOC 2013
BATASIOLO Barolo DOCG Cerequio 2008
VILLA SCHINOSA Moscato di Trani DOP 2014
CANTINE BOTROMAGNO GRAVISANO Bianco Murgia IGT 2008
A pomeriggio inoltrato sono stati aperti i banchi di assaggio attraverso le antiche sale della tenuta, con un sottofondo di musica jazz dal vivo. Insieme ai vini è stato possibile degustare i Salumi Mocavero, i prodotti caseari della Masseria Cinque Santi, le prelibatezze di Donna Olearia, le caratteristiche conserve Vizzino, gli assaggi de L’ Orecchietta di Guagnano oltre alle spettacolari preparazioni degli Chef Alessandra Civilla, Alfredo De Luca, ai prodotti del panificio IL Fornaio e alle golose specialità dolciarie di Giovanni Venneri e all’acqua Orsini. Le portate, in libero abbinamento ai vini in degustazione, sono state servite con combinazioni di colori ed ingredienti pronti a catturare la curiosità degli ospiti che hanno affollato salotti e sale mentre le luci suffuse del giardino sfumavano i toni della notte e nei salotti interni una musica jazz si mescolava alle voci dei numerosissimi partecipanti all’evento di Bacco.
















