Di Luciana Doronzo
Buona la prima. Fa registrare un deciso successo il debutto del Trofeo nazionale della Pizza Etica, svoltosi a San Giovanni Rotondo presso Tenuta Chianchito, con la partecipazione di 14 pizzaioli, allievi e professionisti, di Puglia, Campania, Basilicata e Molise. L’evento, per promuovere autenticità delle materie prime, consapevolezza alimentare, sostenibilità, conoscenza del territorio, ha beneficiato dell’attenta organizzazione di Agricola Piano in collaborazione con Slow Food.
“Un’esperienza molto incoraggiante che testimonia la validità dell’idea – commenta il patron Raffaele Piano – Un progetto formativo condiviso teso a favorire la preparazione di pizze di qualità, buone, giuste e sostenibili. Per la prossima edizione cercheremo di allargare ancora di più la platea dei concorrenti”.
“Un concorso che, attraverso l’utilizzo di prodotti locali, ha esaltato il concetto di biodiversità quale elemento distintivo dei territori, diffondendo ancora di più il messaggio della rilocalizzazione” aggiunge Marcello Longo, presidente pugliese di Slow Food.
Tre le categoria del concorso: Classica, Contemporanea e Focaccia Pugliese. Presidente di giuria, il maestro pizzaiolo di San Giorgio a Cremano Salvatore Salvo, tra i più importanti esponenti del complesso mondo della Pizza: “Credo che il messaggio di pizza etica sia molto importante, anche se spesso figura come concetto di facciata e non è molto diffuso – dice – i giovani devono stimolare la curiosità’ di approfondire e creare una propria idea di pizza che passi anche il sostegno al proprio territorio e la valorizzazione del cibo buono e giusto”.
Salvatore Salvo ha coordinato le valutazioni, tecniche e no, affidate ad una qualificata squadra composta da giudici di forno, premiati chef, giornalisti.
Nella categoria Classica, primo posto per Michele Andreani di Bovino.
Nella categoria Contemporanea si è imposto Matteo Scuro di Manfredonia.
Nella categoria Focaccia pugliese in cima alla classifica Felice Cassone di San Severo.
Complessivamente è emersa l’alta professionalità di tutti i concorrenti, giovani e più esperti. Ottime le performances di due giovani studenti dell’Istituto alberghiero di Melfi, al primo concorso, e dell’unica donna in gara, la pizzaiola di origine albanese Entela Mamunaj, trasferitasi da tempo a Rocchetta Sant’Antonio.














