OLIO: COLDIRETTI PUGLIA, -30% PRODUZIONE PER SICCITÀ; PIÙ CONTROLLI CONTRO INVASIONE PRODOTTO ESTERO

“Più di due bottiglie su tre riempite in Italia contengono olio di oliva straniero, ma i consumatori non lo sanno. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto – ha detto il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare. L’olio è il terzo prodotto pugliese più esportato, per un valore di circa 106 milioni di euro, quasi il 9% dell’export di olio dall’Italia. Essenziale puntare sulla promozione e valorizzazione dell’olio extravergine di oliva con particolare riguardo ad azioni divulgative per favorire la conoscenza delle proprietà nutrizionali e salutistiche degli oli extravergini di qualità e ridare lustro agli oli salentini, la cui immagine è stata ingiustificatamente macchiata dal problema Xylella Fastidiosa che, come speriamo ormai sia noto, non intacca la qualità delle olive e dell’olio, di contro, disseccando gli alberi, ha già determinato un calo produttivo pari al 20% di olive e, quindi, di olio”.

“L’olio extravergine di oliva pugliese è sotto continui attacchi da parte degli agropirati senza scrupoli – ha denunciato il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – che ‘drogano’ il mercato dell’olio extravergine di qualità con un inevitabile danno a carico del territorio, delle imprese e dei consumatori. Va applicata senza se e senza ma la ‘legge salva-olio’, la n. 9 del 2013, ed è necessaria l’accelerazione dell’iter del disegno di legge che reca le “nuove norme in materia di reati agroalimentari”, elaborato dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del comitato scientifico dell’osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare. a supporto dell’attività degli organismi di controllo che hanno uno strumento in più per contrastare frodi e sofisticazioni. L’aumento costante del consumo di olio di oliva che nel mondo ha fatto un balzo del 50 per cento negli ultimi 20 anni apre grandi opportunità che il Made in Italy deve saper cogliere e per farlo deve puntare sull’identità, sulla legalità e sulla trasparenza per recuperare credibilità anche all’estero”.
Dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, all’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, sono solo alcune delle misure previste dal provvedimento.









