“GGAG – Go Green Apulia, Go!”
Al via il progetto di Legambiente
Un network tra giovani, imprese innovative, scuole, Università e Pubblica Amministrazione sulle opportunità dei green jobs in Puglia
Sensibilizzare le giovani generazioni sulla green economy, sulle opportunità che offrono i green jobs, attraverso la creazione di un network tra imprese innovative, scuole, università, istituti di formazione, enti del terzo settore e Pubblica Amministrazione. Sono queste le finalità del progetto “GGAG – Go Green Apulia, Go!”, promosso da Legambiente Puglia e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale, presentato questa mattina in conferenza stampa a Bari dove sono intervenuti Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Sebastiano Leo, Assessore alla Formazione e Lavoro della Regione Puglia, Maria Rosaria Gemma, Dirigente Sezione Istruzione e Università della Regione Puglia, Domenico De Bartolomeo, Presidente Confindustria Bari-Bat.
“Lavorare nel green è una scelta che ha dato occupazione a 2430 persone in Puglia, ossia il 3,4 % del totale nazionale – spiega il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini – mentre sono 23.330 le imprese pugliesi che dal 2010 al 2015 hanno fatto ecoinvestimenti, come certifica il rapporto ‘Greenitaly 2016’ di Fondazione Symbola e Unioncamere. I green jobs sono in continua evoluzione, interessano tutti i settori e richiedono una formazione sempre più specifica. Con questo progetto vogliamo mettere in contatto diretto i giovani in cerca di occupazione nel settore green con imprese private”.
Il progetto di Legambiente, che avrà durata biennale, si articola in un viaggio di 6 tappe, uno per ciascuna provincia pugliese dove, conferenze, dibattiti, incontri con la cittadinanza e percorsi formativi informali, porranno i riflettori sui tesori ambientali, culturali e territoriali e sulle esperienze virtuose del territorio, scelte come esempi delle “buone energie”, spesso sconosciute, lette ed interpretate attraverso l’occhio della green economy e dei green jobs, e coinvolgerà le comunità locali coinvolte nelle varie fasi progettuali, identificabili con l’intero territorio regionale.
“GGAG – Go Green Apulia, Go!” si rivolge ai giovani di età compresa tra i 19 e i 35 anni, residenti nella regione Puglia, classificati in diversi target quali studenti di scuole tecnico-professionali, universitari in ambito tecnico scientifico, giovani disoccupati e persone appartenenti a categorie protette. Il progetto si concluderà con un “Training Green Jobs Camp” a cui parteciperanno coloro (dieci persone in totale) che sono risultati vincitori del concorso indetto da Legambiente nell’ambito del progetto, volto ad individuare idee capaci di coniugare le tematiche dell’integrazione e dell’inclusione sociale con la sostenibilità ambientale, insieme a una visione di business vincente. Delle dieci idee selezionate, i giovani partecipanti al Camp, con l’aiuto di docenti e formatori, ne sceglieranno una sulla quale sviluppare un project work che renda fattibile l’idea progettuale stessa.
Nell’ambito del progetto, inoltre, Legambiente ha creato un apposito portale internet (www.gogreenapuliago.org<http://www.gogreenapuliago.org/>) che farà da ‘vetrina’ al mondo dei green jobs in Puglia, favorendo l’incontro tra domanda e offerta, mettendo così in contatto giovani in cerca di occupazione nel settore del green e aziende private, amministrazioni locali, enti di ricerca, ecc. interessati a conoscere e assumere nuovi profili, creando così un vero e proprio Green Jobs Network.
Proprio lo scorso 24 aprile i campioni dell’economia circolare premiati a bordo del Treno Verde di Legambiente, ovvero i rappresentanti delle migliori esperienze italiane nella green economy, hanno presentato a Bruxelles, #circulareconomy made in Italy, l’atlante dei campioni dell’economia circolare: 107 esperienze tra aziende, cooperative, start-up, associazioni, realtà territoriali e Comuni che hanno già investito su un nuovo modello produttivo e riciclano materie prime seconde che fino a oggi finivano in discarica.











