Fondi Feamp: Di Gioia risponde a Laricchia e Barone
Le consigliere regionali M5S Laricchia e Barone (M5S) chiedono in un interrogazione agli assessori competenti se non ritengano di dover urgentemente intervenire al fine di consentire la possibilità per un comune di aderire ad un Gal, per poter partecipare alle azioni previste dal Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), anche in considerazione di una errata interpretazione della normativa comunitaria nella misura in cui, richiedendo ai comuni e non alle zone di pesca, i requisiti di ammissibilità, di fatto si compromette per gli stessi la possibilità di adesione ai Gal.
La risposta dell’assessore all’agricoltura Di Gioia: “Già dalla domanda si capisce quanto è complessa in teoria la risposta. Però, questa è attività dell’Autorità di gestione che, “avallando” quella determina con la quale si sono individuati i comuni eleggibili, di fatto ha chiuso il dibattito sulla materia.

Qual è la circostanza sopravvenuta, però. Lo stesso Comune di Monopoli, che è quello più di tutti danneggiato da questa scelta, avendo anche un potenziale importante sul Feamp, avendo impugnato la delibera e il bando conseguenziale sulla gestione dei Gal e, quindi, sull’individuazione dei Gal, se dovesse arrivare a dimostrare di avere titolo per partecipare al Gal, di fatto riaprirebbe la partita per sé e probabilmente anche per il Comune di Polignano, e quegli altri che nelle aree B di nuova istituzione hanno anche un’attività di pesca, e quindi sanerebbe un’attività che è stata condotta troppo in chiave tecnica e troppo poco in chiave politica.
È verosimile che il Comune di Monopoli abbia ragione nell’impugnativa del Gal, perché l’articolo sul quale il Comune incentra la propria attenzione e sul quale impugna il nostro bando è un articolo dell’accordo di partneariato che, letto in maniera serena, sembrerebbe consentire anche alle aree B di nuova istituzione la possibilità di accedere. Ovviamente, di questo io non ascrivo colpe alla nostra struttura, perché c’è un carteggio specifico della Commissione europea che a noi ha imposto quella particolare modalità di interpretazione dell’accordo di partneariato, quindi lo vivo anche con una certa serenità questo. Per certi versi, non dico che auspico che il Comune dimostri di aver ragione, però forse si riuscirebbe a rimettere assieme una serie di cose che oggi appaiono problematiche e lo si farebbe restituendo giustizia quantomeno formale alle richieste del Comune di Monopoli e, quindi, poi di tutti i Comuni che stanno nella stessa situazione.
Oggi si è tenuta la causa al Tar su questa materia, andremo sicuramente verso una sospensiva, e il tempo che intercorrerà tra la sospensiva e i successivi atti di merito ci serviranno per incontrare il Comune e capire se riusciamo a trovare una soluzione tecnica per conciliare queste esigenze e, quindi, indirettamente anche la vicenda del Feamp, o se immaginare una strada che ci porti, ad esempio, alla ripubblicazione di un bando con criteri diversi, o addirittura alla riapertura del bando attuale, con l’ammissione a partecipazione dei Comuni di Monopoli e Modugno ed eventualmente di tutti i Comuni che si trovano nella stessa situazione. Quindi, la risposta è che tecnicamente quello a noi e alla nostra autorità di gestione risulta un atto immodificabile, che ha e produce effetti oggettivi e concreti. Da un punto di vista politico, condivido l’inopportunità di aver tenuto fuori quei territori che hanno un potenziale importante Feamp. Paradossalmente, sopravvivendo questo pronunciamento del Tar e questa sentenza, probabilmente riusciamo a sanare tutto, ovviamente con i tempi che dovranno essere compatibili con le procedure che il Tar ci dirà”.









