Copagri: consorzio di bonifica, le osservazioni della Federazione per il presidente Pentassuglia della IV Commissione consiliare della Regione Puglia

In quasi venti anni di commissariamento abbiamo solo registrato un incremento della debitoria senza alcun piano di investimento sulle opere esistenti e sulla rete rurale irrigua. Non solo non si è realizzato nulla nei territori di competenza dei Consorzi, ma se le opere di manutenzione e di salvaguardia ambientale divenute necessarie dopo decenni di assoluta inerzia, dovranno realizzarsi, non potranno essere certamente ascrivibili esclusivamente alle aziende agricole che insistono negli stessi territori attraverso la ripresa dei pagamenti dei contributi consortili. Così la Copagri Puglia, intervenendo in audizione davanti alla IV Commissione Consiliare della Regione,sullemodifiche alla legge sui Consorzi di bonifica.
Abbiamo segnalato alla Commissione le possibili criticità derivanti dalla parte della Legge regionale 1/2017 che vede la gestione in capo all’Acquedotto Pugliese; le nostre perplessità dipendono dal fatto che mentre l’Acquedotto Pugliese, ai sensi dell’art. 154 del D.Lgs 152/2006, pratica la tariffa quale corrispettivo del servizio idrico integrato, e in quanto tale soggetta ad IVA, il contributo irriguo praticato per legge nazionale dai Consorzi di Bonifica, al contrario, costituisce onere reale sui terreni dei contribuenti, ha natura tributaria e quindi esente da IVA, con conseguente risparmio per gli utenti.











