di Michele Peragine
Il 15 giugno scorso ha festeggiato i 10 anni di collaborazione con Telenorba, di cui cura le previsioni meteo. Michele Conenna aveva appena 22 anni quando approdò nella sede di Conversano: “Due settimane di prova – ricorda – e poi il debutto in video nell’edizione del tg delle 7.30, il più seguito di Puglia e Basilicata”.
– Come si è avvicinato alla Meteorologia?
La passione per la meteorologia trova radici nella mia infanzia. Sono sempre stato affascinato dai fenomeni atmosferici e in particolar modo quello della neve e dei temporali. Ricordo con grande emozione l’appuntamento delle previsioni meteo, alle 17.00, sulle tv nazionali e incrociando lo sguardo di mia madre le dicevo “voglio fare il meteorologo”. E così è stato.
– C’è stata una scintilla che ha scatenato il suo interesse?
La nevicata del 14 dicembre 2007. Un evento storico per la mia città, Ostuni, con 30 cm. di neve. Oltretutto, una doppia sorpresa: le previsioni non davano neve, anzi, cielo sereno. Il mattino seguente mi svegliai in un mondo magico, e da lì capii che da grande avrei voluto fare il meteorologo per comprendere come si era creata quell’evento e perché le previsioni furono sbagliate.
– Qual è stato il suo percorso formativo? E chi è stato il suo modello?
Nasco autodidatta, grazie a Internet. Dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Commerciale ho deciso di dare una svolta cominciando a studiare per diventare Tecnico Meteorologo, sostenendo con successo l’esame finale a Bologna. Ma sono stati tanti gli incontri, i convegni e le lezioni che mi hanno accompagnato in questo percorso. Il mio modello? Giuliacci. Ho avuto il piacere di incontro a Cologno Monzese, negli studi Mediaset. E forse è stato anche quell’incontro fortunato a farmi continuare su questa strada. Un rimpianto? Non aver conosciuto né Bernacca e né Baroni. Altri tempi.
– Ricorda la tua prima previsione? Ci ha preso?
Le prime previsioni le facevo tra gli amici. A Pasquetta e durante le scampagnate ero l’addetto al meteo: tavolo fuori o dentro? Vento o no? Per la verità, ci ho preso sempre, o quasi. D’altronde sono previsioni meteo altrimenti le avremmo chiamate certezze meteo.
– Prima di Telenorba quali esperienze aveva fatto?
La mia esperienza nasce, davanti ad un microfono radio (Radio Ostuni), all’età di 12-13 anni. Successivamente approdai a Studio 100 grazie allo sguardo lungo di Nicla Pastore che mi dava la possibilità, attraverso un programma televisivo di esprimermi liberamente. Successivamente è arrivata la svolta con Telenorba, e tutt’ora sono lì, la più importante emittente del Sud Italia.
– I suoi contributi tv sono in diretta. Le pesa la levataccia e il viaggio quotidiano Ostuni-Conversano.
All’inizio è stata dura, una grande sfida con la sveglia puntata alle 4. Ora mi sono abituato. Anzi, non vedo l’ora che arriverà domani per ritornare a Conversano e fare quello che davvero mi piace accanto a grandi professionisti dell’informazione come il direttore Vincenzo Magistà, Antonio Procacci e gli altri colleghi.
– Quando si è accorto di essere diventato un personaggio noto? E come è cambiata la vita?
Ho metabolizzato dopo mesi se non anni. Entrare nelle case dei pugliesi e dei lucani ogni giorno ti fa diventare uno di famiglia. L’ho notato quando, in giro per la Puglia la gente ti riconosce praticamente ovunque e addirittura ti chiedono foto e selfie. Se è cambiata la mia vita? Si dal punto di vista della notorietà, no invece per la persona che sono sempre umile, ironica, divertente. Mi imbarazzo ancora.
– La popolarità l’ha facilitata per stabilire relazioni interpersonali?
Certamente mi ha dato la possibilità di farmi conoscere in altri ambienti così da allargare la mia cerchia di amici. E questo ha facilitato l’intreccio di nuovi rapporti sia personali ma anche lavorativi.
– Frequenta sempre gli amici storici? Chi sono?
Sono molto legato alle mie amicizie tradizionali che fanno parte della mia carriera perché ho condiviso ogni mio passo con loro. Sono amici d’infanzia e amici che ho incontrato nel cammino. Uno su tutti, il mio braccio destro, il mio socio, Piero.
-Lei ha una grande famiglia. Oltre a due suoi nonni, ha tanti zii e cugini. Il suo nucleo più stretto è composto dai suoi genitori e dal suo fratello ventiseienne, anche se lei vive per conto suo. Esclusi i parenti a quale persona si sente più’ legato? E perché?
Sono legato alle persone sincere, solari e che hanno voglia di donarsi e farsi scoprire. Infondo, ognuno di noi ha sempre qualcosa da raccontare, bella o brutta che sia. Insomma, sono legato alle belle persone.
– Immagino le facciano tante richieste di previsione. Quale è stata la più memorabile?
Ne potrei raccontare tante, tantissime. Una tra tutte, una previsione di un matrimonio a distanza di 50 giorni (follia), oltretutto in inverno.
– Importante per chi appare in video è il look. Come si regola?
Per me non è fondamentale. Non vado in video per fare il modello. Sono semplice, semplicissimo. Pensi che prima di iniziare l’avventura in tv non avevo né giacche, né camicie e né cravatte. Ero del team tuta. Ora invece, per forza di cose, il mio guardaroba è ricco di camicie e giacche.
– Lei è anche la guida di un centro anziani noto per le attività sociali (merletti natalizi e tanto altro).
Si, da 7 anni insieme ad altri volontari gestiamo il centro anziani “Il Filo di Arianna”. Lo facciamo per regalare sorrisi e spensieratezza a coloro che raggiunti hanno una certa età, non solo vedove. La solitudine, la morte di un figlio, di un marito, non ha età.
– Dovevate andare anche all’Eurofestival. Se non è molto parlato. Che è poi successo?
Purtroppo le regole dell’Eurovision sono molto stringenti. Ma abbiamo vissuto, insieme alle nonne, un’esperienza incredibile, unica e irripetibile.
– Quali sono i suoi hobby?
Amo ballare la pizzica, giardinaggio e viaggiare.
– Sa suonare qualche strumento musicale? Legge libri, va al cinema?
Io e gli strumenti musicali siamo lontani anni luce. Preferisco ballare la pizzica. Come genere musicale amo la musica anni 80/90 italiana. Libri? Si, quelli dell’emozione e della ricerca interiore. Cinema, no. Non lo amo particolarmente.
– Pratica qualche attività sportiva? Seguire il calcio? È tifoso?
Sport non pervenuto, nonostante in passato sia stato campione regionale di staffetta. Ora nulla, ho abbandonato. Non tifo nessuna squadra.
-Conenna a tavola. Amatore? Piatto e vino preferito? Sa cucinare?
Sono una buona forchetta. Amo i nostri cibi, specie la parmigiana, melanzane ripiene, brasciole. Ah, il tutto molto piccante. Per quanto riguarda il vino, se si sceglie il rosato. Amo cucinare piatti di pesce, uno su tutti la pepata di cozze e paccheri con astice.
– Ricorda se c’era il sole quando ha dato il primo bacio? Quanti anni aveva? E lei chi era?
Non ricordo se c’era il sole, ma ricordo il caldo, anzi “l’atmosfera bollente”. Lei aveva 15 anni, io anche. Era una compagna di classe, Maria.
– Tanti suoi colleghi dicono che sarà un’estate infernale? Ha un suo suggerimento speciale che non sia il solito “bevete molta acqua, non uscite di casa se fa troppo caldo, ecc.”?
Nessun suggerimento importante. Oramai dobbiamo convivere al nuovo clima e forse anche il nostro corpo pian piano si sta abituando.
– Intanto la bella stagione è esplosa. Che Estate sarà?
L’ennesima calda, a tratti caldissima ma non mancheranno i tipici temporali pomeridiani specie a luglio e ad agosto.












