Appunti di viaggio: Quintodecimo “merum carmen telluris elatum”
di Fabrizio Miccoli
Prova ad immaginare l’Irpinia, come un’isola, piuttosto variegata perché composta da microaree. Poi, quando arrivi a “Quintodecimo”, Tenuta del professor Luigi Moio nel territorio di Mirabella Eclano (Avellino), prova ad immaginre uno Chateau, dove la bellissima ed elegante casa-cantina, un tutt’uno con l’ambiente e il vigneto (spettacolare per l’ordine), ne costituisce l’essenza.
Appena entrato nel parcheggio antistante la casa-cantina, mi ha colpito il vigneto già potato e tutto ordinato, ma soprattutto l’attenzione è caduta su una piccola centralina meteo. Da qui si comprende il rigore scientifico che guida il percorso che le uve della tenuta, provenienti dai vigneti coltivati negli areali più vocati delle DOCG Fiano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi, compiono appena introdotte in cantina.
Ogni cantina, ha la sua storia, ma questa, esprime un concetto, non solo di estetica e funzionalità, ma racconta anche il percorso che le uve, a seconda se bianche o nere, faranno in cantina.
Molto bella la barricaia, attraversata da un archivio enologico.
Solo alcune piccoli considerazioni dei due vini degustati:
Greco di Tufo Giallo d’Arles 2015
Alla vista, un brillante colore giallo-oro apre ad una olfazione ricca e complessa che parte dalle note di frutta matura (ananas, mango e albicocca), Minerale (zolfo), Floreale (ginestra), note di spezie (vaniglia) perfettamente integrate, per finire con cenni di erbe aromatiche (menta) che conferiscono freschezza olfattiva. In bocca pieno e coerente con la parte olfattiva, equilibrato, teso e di ottima dinamicità per la freschezza e sapidità.
Irpinia Terra d’Eclano 2014
Un rubino che sintetizza l’aglianico in questa parte di Campania. L’olfatto di frutti rossi scuri, impreziosito dalle note speziate (pepe, macis, noce moscata e cannella), e reso elegante da una freschissima nota floreale di viola. In bocca strutturato, potente ed equilibrato con un tannino, seppure giovane, lunghissimo quanto elegante.
Ho assaggiato:
capocollo, meno speziato rispetto al “nostro” di Martina con gradevoli note affumicate,
carmasciano il formaggio (rarità) da pecore di alta quota.














