di Luigina Simonetti
In occasione della Giornata Nazionale dell’olio e del Vino, lo scorso sabato 11 maggio, l’Associazione Italiana Sommelier Puglia, per celebrare la territorialtà e le sue produzioni locali ha tenuto un evento presso il Museo dei Giovani di Noci al qual hanno preso parte enologi, figure istituzionali, ricercatori ed associazioni.
In apertura, c’è stato un convegno, moderato dal Delegato AIS Murgia Vincenzo Carrasso, dedicato ai temi del turismo gastronomico e a quelli che sono i vecchi vitigni legati al territorio. La Banda della Città di Noci ha eseguito l’Inno d’Italia e subito dopo la parola è andata al Sindaco Domenico Nisi che ha ringraziato per aver reso la città protagonista di un evento culturale enogastronomico di grande rilievo, capace di dare risalto alle tradizioni dell’economia locale che da sempre affondano le radici nella produzione di olio e vino. Il Presidente dell’AIS Puglia, Vito Sante Cecere ha tracciato la storia dell’evento, quando nella sua prima edizione, teutasi presso la città di Brindisi, l’attenzione fu puntata solo sul vino, ma in seguito si pensò di introdurre anche l’olio.
Infatti, sebbene il vino rappresenti l’1,5% del PIL, è l’intero settore dell’enogastronomia che muove l’economia del nostro paese e della Puglia nello specifico. In questi anni l’Associazione Italiana Sommelier ha svolto un lavoro di valorizzazione del vino e di veicolazione consapevole verso il consumatore. Massimo Tripaldi enologo e neo Presidente Assenologi di Puglia, Calabria e Basilicata, ha fatto maggiore chiarezza su un tema che richiama alla salvaguardia delle radici culturali delle produzioni enologiche, facendo una distinzione tra vitigni tradizionali e autoctoni, dove per autoctonia si intende l’insieme del territorio e del vitigno.
La cultura dei nostri prodotti è legata a questo concetto che va comunicato e diffuso attraverso i canali opportuni per difendersi dalle contraffazioni che arrivano sul mercato e si diffondono attraverso la rete. Pietro Quaranta, dirigente presso il Ministero delle Politiche Agricole, ha spiegato come vengono effettuati i controlli antifrode sul patrimonio enogastronomico italiano, sottoposto a continui attacchi, soprattutto ad opera di paesi come India e Cina, che immettono sul mercato prodotti dal nome orecchiabile a prezzi concorrenziali, giocando su assonanze e similitudini.
Diventa facile imbattersi in vendite online di Kit per la preparazione del vino e di prodotti che richiamano i nostri IGP e IGT. Fare comunicazione e diffondere la cultura del territorio aiuta a mettersi al riparo dal saccheggio delle tradizioni enogastronomiche. In tal senso un approfondimento di assoluto rilievo è ”l’Atlante dei Vitigni Tradizionali di Puglia” presentato al convegno dal Dott. Pierfederico La Notte, ricercatore universitario, che presso il CRSFA “Basile Caramia” di Locorotondo, ha condotto con un gruppo di studiosi, il recupero del germosperma di vitigni scomparsi e sopravvissuti alla fillossera solo in pochissimi esemplari, grazie ad alcuni agricoltori custodi.
In 220 pagine sono elencati e raccontati 51 vitigni antichi, che appartengono all’anima enologica della Puglia. Molti di questi, nel corso del tempo hanno mostrato di possedere qualità tali da rendersi “solisti” di grande successo, si pensi al Susumaniello, al Maresco, al Minutolo. Questo è quanto ha messo in rilievo il Dott.Giuseppe Baldassarre, scrittore e membro della Giunta Esecutiva AIS, che ha anche fatto riferimento a quello che risulta essere il nostro autoctono più vero, il Moscatello Selvatico, da cui si ricava un vino di stupenda aromaticità. Agli autoctoni di Puglia ha dedicato uno studio il dott. Gianni de Gerolamo, che con il suo intervento ha dato spunti di riflessione su quello che è il turismo 5.0, che passa attraverso diversi canali, ed è sempre più mirato alla ricerca di destinazioni in cui, territorio e patrimonio enogastronomico, risultano integrati e facilmente fruibili.
L’autoctonia porta anche a progetti di ricerca verso vini che dando rilievo al territorio possono portare a nuove possibilità per questi vitigni, testandoli nella spumantizzazione o in vini a bassa alcolicità, come sostiene il dott. Giovanni Tricarico. Certamente l’obiettivo comune è quello di puntare all’eccellenza, di tutelare le nostre produzioni creando anche un brand, così come avviene in altri paesi europei. Questo è emerso dall’intervento dell’avvocato Domenico De Marinis esperto in materia di tutela dei marchi. L’intervento conclusivo è stato affidato al giornalista RAI Michele Peragine, che ha posto l’accento sulla cultura della recettività, fatta di capacità di accoglienza e di consapevolezza di quella che è la tutela del territorio. La Puglia in tal senso non sembra essere ancora pronta, molti i punti di debolezza, dall’incapacità di porsi verso il turista utilizzando le lingue straniere, alla scarsa cura delle città e dei paesaggi rurali.
La seconda parte dell’evento è stata dedicata all’aspetto conviviale affidato ai Sommelier AIS affiancati dai ragazzi diversabili “sommelier astemi”, con l’aperura dei banchi di assaggio predisposti all’aperto, nell’anfiteatro adiacente alla sala conferenze, tra i giochi di acqua e di luci della fontana semicircolare antistante. Alto il numero delle presenze di winelovers che hanno anche potuto degustare piatti della gastronomia locale, tra formaggi e salumi, piatti a base di cavatelli con cece nero e funghi cardoncelli, salsicce alla brace e castagne in conserva. Le note dei Tammorra Felice hanno dato all’evento i toni delle feste di paese, dove le radici culturali e le tradizioni popolari trovano l’espressione migliore.














