XYLELLA: IN DUE ANNI MONITORATO UN SESTO DELLA PUGLIA
Assessore Di Gioia, tutta Europa da atto sia attività straordinaria
“In questi due anni di monitoraggio in Puglia è¨ stato controllato in maniera certosina quasi un sesto del territorio regionale: sono stati ispezionati nel complesso 313.719 maglie di territorio delle dimensioni di un ettaro ovvero un territorio di 3.137 kmq più ulteriori 8mila celle a maglia più larga nell’area indenne”.
Lo ha spiegato l’assessore alle Risorse agroalimentari della Puglia e coordinatore della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni, Leonardo Di Gioia, sottolineando, nella seduta monotematica del Consiglio regionale pugliese dedicata al problema Xylella, che “l’attività di monitoraggio in Puglia è stata straordinaria e di questo tutta Europa ci dà atto”.
“Per rendere l’idea di quello che è stato fatto in questi due anni di monitoraggio, nelle aree abbiamo prelevato 357.541 campioni di piante e trovato 5.020 piante infette, di cui 20 in zona cuscinetto, 4.318 in zona contenimento, 682 in zona infette e nessuna in zona indenne”.
Quanto agli ultimi dati l’assessore citando quelli del 2018 ha spiegato che “sono 3.700 circa le piante trovate malate in zona di contenimento su un totale di circa 198.000 piante campionate”. “A fronte di un numero sicuramente importante di piante malate, c’è da sottolineare – ha aggiunto Di Gioia – che l’incidenza percentuale delle ulivi malati nelle zone definite di contenimento è¨ comunque ancora abbastanza sotto controllo”.
“Io voglio citare questo dato emblematico spiegando – ha detto Di Gioia – che rispetto a marzo 2018, cioè due mesi fa quando avevamo 2.950 piante malate, oggi sono 3.700 e che ci sono due Comuni che hanno da soli l’85 per cento dei nuovi casi positivi nel 2018. Sono i Comuni brindisini di Francavilla Fontana e di Oria. A Oria ci sono 1.600 piante malate, a Francavilla più di 800.
Questi sono i due Comuni dove c’è una sospensiva del Tar che ha impedito l’anno scorso di tagliare alcune piante malate, con un’azione che nell’immaginario delle persone viene vista come il rallentamento delle attività da parte della Regione”.











