Malattie e infortuni in agricoltura. Crescono le denunce all’INAIL
L’appello di ANMIL Taranto: denunciate e tutelate la vostra salute
La salute ci manca, la campagna non sembra ma ci toglie tanto.
E’ una bracciante agricola di Grottaglie ad aprire con la sua testimonianza il Convegno che l’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha tenuto ieri nel convento dei Cappuccini di Grottaglie.
Un appuntamento desiderato fortemente da tre nostri corsisti della scuola di formazione alla sicurezza – spiega Emidio Deandri, presidente dell’ANMIL di Taranto – e che ci hanno chiesto un ulteriore approfondimento su tematiche non industriali, perché in queste zone anche la campagna uccide e fa ammalare.

I fattori di questo inabissamento della problematica potrebbero essere tanti e per questo l’ANMIL insieme all’INAIL prova ad accendere un faro sulle condizioni di lavoro di migliaia di operatori del settore.
Migliaia di braccianti ogni giorno lavorano i nostri campi eppure i dati sul riconoscimento delle malattie professionali e gli infortuni restano residuali. Nel 2016, si spiega nella ricerca presentata ieri, sono stati denunciati all’INAIL 189 casi di malattie professionali, nel 2017 i casi di malattia sono saliti a 205 e quelli sugli infortuni denunciati a 378. Nel 2018 sommando infortuni e malattie si arriva già a 91 casi di denunce.

Ma per il riconoscimento del nesso causale tra patologia e lavoro svolto occorre certificare il percorso di vita lavorativa dei braccianti, e questo, come dimostrano le cronache di questi anni non è sempre semplice, a causa di una incidenza ancora rilevante di lavoro nero o grigio in agricoltura.
Esistono procedimenti amministrativi tramite i quali i lavoratori possono denunciare la malattia professionale – spiega Mariella Tritto, consulente legale dell’ANMIL – ma in caso di mancato riconoscimento si esperisce una tutela giudiziaria davanti al tribunale del lavoro chiamando in causa anche le aziende. Siamo qui d’altronde proprio per parlare ai lavoratori delle tutele che si possono e devono mettere in atto a tutela della propria salute.












