di Michele Peragine
Era il 26 febbraio 1982. Lui ovviamente non ricorda ma gli hanno raccontato che era una giornata fredda, siberiana. A causa della neve che aveva reso impraticabili molte strade della Murgia, i suoi genitori ebbero non poche difficoltà a raggiungere in auto da Bari l’ospedale di Noci, la città dove è nato.
Le previsioni di “Alex” Guarini, da 8 anni a Rai Meteo, volto familiare grazie alle sue apparizioni televisive del Servizio Pubblico, in Puglia ma anche fuori, sono molto seguite. Non solo da quanti appartengono al mondo agricolo.
Il luogo di nascita dovuto ad una voluta casualità. A Noci prestava servizio come ginecologo un suo prozio, il Professor Luciano Guarini, ed in famiglia è sembrato naturale richiedere la sua assistenza.
Alex Guarini, sposato con Antonella (barese, responsabile marketing per il Sud Italia di Kering Eyewear, importante azienda dell’occhialeria di lusso) ha accettato di raccontarsi, per farsi conoscere anche oltre lo schermo tv.
Da bambino che cosa sognava di diventare?
Un calciatore del Bari, un meteorologo, un carabiniere e un ciclista. Queste in ordine di preferenza, erano le basi di partenza che ha ogni bambino. Poi come accade per tutti, si provano a seguire le proprie passioni, se e quando la vita te lo permette, mettendoci il massimo impegno, accettando sconfitte e fallimenti, convertendoli in esperienze e risorse utili ad alzare “l’asticella” del non così astratto futuro. Fisicamente ero molto gracile, quindi non ho potuto fare il calciatore. Impensabile anche diventare un Carabiniere per lo stesso motivo, ma non solo per quello…
Un po’ alla volta ha maturato altri interessi.
Strada facendo mi sono reso conto di provare grande attrazione nei confronti dei temporali e della neve. Tutto iniziò da alcuni giri in macchina con i miei genitori e con mio Zio Ugo, fratello di mia mamma. In auto con Ugo ascoltavamo i Depeche Mode, i Police e gli U2. Erano la colonna sonora di quelle strade, piene di spazi a perdita d’occhio, immerse nella natura incontaminata delle Murge, di una Puglia che amo da sempre e che profuma di macchia mediterranea. Non so come spiegarlo, ma provavo grande emozione (tutt’ora la provo) nel vedere i nostri ulivi, i trulli ed il Castel del Monte ricoperti di neve, così come rimanevo incantato ad osservare i segni del cielo, ogni qual volta si formava un temporale maturando fino alla formazione dei fulmini.
Vivendo in città, a Bari, riusciva comunque a frequentare la campagna.
I miei nonni paterni avevano un’azienda agricola nel territorio di Bitonto. Ho ancora una foto di Alex bambino che a soli 8 anni, monta una piccola stazione meteo artigianale per misurare la temperatura dell’aria. Il mio mito televisivo era Guido Caroselli, noto meteorologo di Rai Uno negli anni 80/90, non perdevo mai la sua rubrica, in onda tutte le sere alle 19:50. La sua esposizione mi affascinava, non era una semplice previsione meteo, ma il racconto anche didattico di come l’atmosfera esprimeva le sue dinamiche in tutta Europa. Guido è un grande comunicatore, fu per me una fonte di forte ispirazione e mia nonna Anna, mi aiutò a concretizzarla insieme al resto della mia famiglia, accompagnandomi spesso in varie librerie, alla ricerca di libri e manuali di meteorologia, difficili da trovare in quel periodo storico. Con i miei genitori avevamo un accordo: in caso di neve in collina, non sarei andato a scuola, loro avrebbero chiesto ferie a lavoro e saremmo andati insieme a goderci la neve ed una cioccolata calda. Bei tempi… Mi ricordo la strada partendo da Bari direzione Altamura con le campagne ed il colore di terra scura. Poi le prime chiazze bianche di neve, che chilometro dopo chilometro aumentavano fin al grande momento: il montaggio delle catene. Ero euforicamente felice. Per così poco? Sì.
Come ha acquisito le sue competenze meteo?
5 anni splendidi e di grande stimolo presso l’Aeroporto Militare di Palese al fianco di un team di meteorologi NCAR (National Center for Atmospherch Research. Eravamo impegnati in un progetto di ricerca sul clima e la meteorologia della Regione Puglia, mi hanno permesso di rendere la mia passione un lavoro con anni di formazione e sacrifici, culminati con l’ambita certificazione da Meteorological Technician.
Dal 2010 il mio percorso è proseguito per altri 7 anni (formativi e lavorativi) in 3BMeteo, il centro meteo privato più importante d’Italia, grazie al quale ho ottenuto certificazione professionale DEKRA ed ingresso in AMPRO (Associazione Meteorologi Professionisti) inserita negli elenchi del MISE Ministero dello Sviluppo Economico. Va detto però che per svolgere questo tipo di lavoro il periodo formativo è sempre attuale con costanti corsi di aggiornamento, che siamo obbligati a svolgere annualmente per il rinnovo di titoli e certificazioni.
Ha lavorato anche fuori dalla Puglia?
Si, 7 anni con contratto di lavoro a tempo indeterminato a Bergamo, nella sede di 3BMETEO. Ero previsore ufficiale della Puglia e meteorologo televisivo/radiofonico per diverse testate nazionali e regionali. Però devo confessarlo, sentivo molto la mancanza della mia regione, ho fatto di tutto per tornare in Puglia, in primis rinunciare al classico posto fisso dimettendomi e lavorare come libero professionista.
Chi è stato l’insegnante per lei indimenticabile?
Il mio insegnante di Fisica, Prof. Vito Antonio Masi, un grande uomo non solo dal punto di vista professionale ma anche grande insegnante di vita.
I suoi compagni di scuola sono rimasti sorpresi per aver percorso un pezzo di strada con uno diventato poi personaggio pubblico?
No, perché hanno sempre saputo di questa mia passione e mi hanno sempre spronato a crederci.
Quanto tempo ci ha messo a capire di essere considerato uno di famiglia per migliaia di persone?
Quando in molti hanno iniziato a fermarmi per strada o scrivermi sui social, con tono amichevole (come se fossi loro amico o parente) chiedendomi le previsioni.
Le chiedono mai di posare per un selfie?
Sì a volte capita, e fa piacere perché per me una conferma di aver svolto bene il mio lavoro.
Facile pensare alla prima domanda che le rivolgono quando incontra qualcuno. La scoccia un po’ dover ridire sempre le stesso cose.
Mi scoccia solo in quelle giornate complicate in cui non sono di buon umore, come a volte può capitare a chiunque. Ma il rispetto per il prossimo per me è sempre al primo posto.
Quali sono i suoi hobby?
Amo la fotografia, i montaggi video e il mondo dei droni (ho anche acquisito il patentino ENAC per utilizzarli.
È nota la sua passione calcistica per la Bari.
Da sempre. Colleziono anche maglie e cimeli del Bari calcio, in particolare del mio idolo e amico Igor Protti. Custodisco gelosamente alcune sue maglie indossate in Serie A negli anni 90, e le sue scarpe autografate nella stagione 94/95 quando diventò capocannoniere nella massima serie con ben 24 goal. Periodicamente ci sentiamo con Igor, la stima è reciproca.
Vi sono anche altre passioni?
Non so suonare strumenti ma amo e vivo di musica. In primis la musica anni 80. Tra i miei preferiti ci sono Depeche Mode, U2, Tears for Fears, Police, Madonna. Mi piace anche leggere e andare al cinema ma non ho citazioni particolari da fare.
A tavola pensa di essere una buona forchetta?
Il buon cibo per me è fonte di salute e buon umore, ci tengo molto sia a casa che fuori. Il mio piatto preferito Braciole al sugo alla barese.
E che vino ci abbina?
Vino rosso di Puglia, corposo, fermo. Preferisco Nero di Troia di Castel del Monte.
Ricorda se c’era sole quando ebbe la prima cotta d’amore? E lei chi era?
Ricordo benissimo, c’era sole e dovevo capirlo subito che non era di buon auspicio, da amante dei temporali e la neve.
Ombrello al seguito era uno dei tormentoni del suo predecessore, l’amato quanto indimenticabile Colonnello Vitantonio Laricchia. Lei non ne ha uno in particolare, saluto iniziale a parte.
La scelta è voluta e mirata perché è corretto che ognuno segua la propria identità. Inoltre vorrei che in quei 2 minuti quotidiani in tv, il pubblico non memorizzi tormentoni, ma informazioni semplici, concrete ed utili a migliorare le proprie scelte ed azioni quotidiane. Se ci sai fare puoi comunque entrare nelle grazie e nelle simpatie di chi ti guarda e di chi ti ascolta, trasformando un contenuto tecnico, in un testo semplice e comprensibile a tutti.
Il suo gusto nel vestire è abbastanza personale. Quali soni i criteri di scelta, in particolare delle giacche? Fa tutto da solo o qualcuno la consiglia?
Faccio tutto da solo e nella vita extra lavorativa mi vesto in modo completamente diverso, decisamente più casual e dark. Sul lavoro rispetto e accetto di avere un’immagine più compatibile al servizio pubblico quale è quello RAI.
È esplosa la bella stagione. Che Estate sarà?
Rassegniamoci, sarà un’Estate più calda del normale. Lo dico con questo tono perché a causa del cambiamento climatico ed il riscaldamento globale, certe situazioni (in passato anomale) sono diventate irrimediabilmente normali.















