Lo storico molino “a cilindri”, voluto e realizzato da Francesco Scoppetta nel 1911, è passato tra i beni patrimoniali dell’Ente; infatti, venerdì 22 dicembre il Consiglio comunale di Pulsano ha approvato all’unanimità la proposta di donazione fatta dalla famiglia.
Il monumento è stato riconosciuto da studiosi dell’industria molitoria come un unicum nel panorama nazionale perché al suo interno sono conservate tutte le macchine utilizzate, sin dal suo impianto, nel processo produttivo della farina.
La donazione del monumento alla comunità pulsanese è stata riconosciuta unanimemente “opera illuminata” degli eredi Luigi e Marianna Scoppetta.
L’amministrazione comunale ha riconosciuto agli eredi Scoppetta la somma di euro sessantamila (in tre rate annuali di euro ventimila) per i lavori di manutenzione straordinaria svolti nel 2013, grazie ai quali è stata messa in sicurezza la struttura dei soppalchi lignei.
Con quest’atto amministrativo il Sindaco Ecclesia, a fine del suo doppio mandato da primo cittadino e in prossimità delle feste natalizie, “regala” ai cittadini di Pulsano, ai cultori di archeologia industriale e alla comunità scientifica questo peculiare bene del patrimonio culturale regionale, dopo una lunga vicenda che ha visto succedersi ben quattro legislature.
In questi anni l’Associazione culturale La ‘Ngegna si è interessata per la salvaguardia, conservazione e tutela del molino; oltre che ha portare avanti iniziative culturali, di sensibilizzazione e studi fatti, a partire dal 1999, in collaborazione con l’insegnamento di Archeologia industriale dell’Università del Salento, nella persona del compianto Gino Papuli (pioniere dell’archeologia industriale italiana), con l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale (AIPAI) e con il Master in Gestione, Conservazione e Valorizzazione del Patrimonio Industriale-Università degli Studi di Padova.
Il 19 gennaio 2001 il MiBAC ha riconosciuto il Mulino Scoppetta monumento industriale di interesse culturale, perché al suo interno sono ancora presenti sette laminatoi, tre plansichter, i buratti, una mescolatrice, una bilancia automatica modello Chronos, una spazzola da crusca della Ditta G. Luther, un motore elettrico della Ditta Ercole Marelli, ecc… Grazie a questo apparato di modernissime macchine, tra le più pregiate dell’industria molitoria, – basti ricordare quelle della Ditta Bühler che fornì tutto l’apparato molitorio -, lo stabilimento industriale Francesco Scoppetta, divenne in pochi anni il fiore all’occhiello dell’industria molitoria di Terra d’Otranto. Esso ha rappresentato per l’arte molitoria pugliese un singolare modello di efficienza produttiva e qualità dei prodotti, tanto da essere preso come esempio da numerosi imprenditori attivi nel campo molitorio. Infatti, il molino a cilindri della ditta Scoppetta era noto in tutto il meridione d’Italia, perché i suoi sfarinati, di grano duro o tenero, raggiungevano quasi tutti i mercati del sud.










