Sono gia’ due gli allevatori di ovini del Salento che hanno segnalato di avere subito attacchi da parte dei lupi, che nei mesi scorsi sono tornati a vivere nel Parco regionale Otranto-Santa Maria di Leuca-Bosco di Tricase.
Le incursioni degli animali negli allevamenti e’ stata dimostrata dagli allevatori con fotografie e filmati, presentati a sostegno della richiesta di risarcimento avanzata all’Ente Parco. E’ stato proprio il Parco, un anno fa, a commissionare uno studio preliminare sulla possibile ricomparsa del lupo nella penisola salentina, dalla quale era scomparso oltre cento anni fa. Gli studi sono stati condotti dal faunista Giacomo Marzano e dai ricercatori Francesca Crispino , Michela Rugge e Giacomo Gervasio. Le immagini delle fotocamere installate hanno registrato la presenza di almeno un cucciolo di un anno e due individui adulti, di cui uno maschio. Questo attesta la presenza stabile della specie nella zona. Le nuove scoperte estendono la gamma di distribuzione della specie in Puglia, che si spinge a circa 100 km piu’ a sud, facendo di quest’area l’estremo limite orientale italiano delle popolazioni di lupi. L’Ente Parco, gia’ operativo nel monitorare l’evoluzione della scoperta , si sta attivando per portare avanti progetti che mantengano l’equilibrio dell’ecosistema nonche’ la tutela degli allevatori locali. “Di fondamentale importanza – spiega il biologo del Parco, Francesco Minonne- sara’ lo studio comportamentale di questa specie circa la salvaguardia e la tutela del bestiame contro eventuali aggressioni, il Parco offre il supporto tecnico necessario per la migliore convivenza possibile e per capire se derivino effettivamente dal lupo o, come in questi anni e’ accaduto da branchi di cani randagi. Invitiamo per questo le comunita’ a segnalare sospetti avvistamenti nell’area Parco”.Per quanto riguarda la presenza del lupo in Puglia, i dati ufficiali aggiornati al 2016 indicano che la specie e’ distribuita per circa il 30% del territorio regionale, inclusa tutta la parte nord-occidentale, l’altopiano delle Murge e le gole dell’arco ionico; i dati mostrano anche la presenza di nuclei nell’area del Parco Nazionale del Gargano e dell’Alta Murgia. “Oltre ad essere parte del contesto piu’ ampio delle dinamiche di distribuzione del lupo in Italia, questa scoperta e’ particolarmente importante alla luce della marginalita’ territoriale del Salento rispetto al range di distribuzione noto e conferma la presenza della specie anche in aree considerate non ecologicamente ideali”, afferma lo studio di Marzano. “Il fenomeno – si legge ancora nello studio – puo’ essere attribuito alla naturale espansione della popolazione, che negli ultimi anni ha ricolonizzato il centro e le zone di bassa collina e si e’ persino mosso vicino a grandi citta’ e in aree recentemente considerate non particolarmente.










