Carne e fois gras
Il secondo libro dello chef stellato Paolo Cappuccio presentato a Trani
di Pinuccio Pomo
L’executive chef napoletano Paolo Cappuccio, stella Michelin dal 2009, ha presentato il 12 dicembre il suo nuovo libro “Carne e Foie Gras” nella sala ricevimenti Tenuta Donna Lavinia a Trani. Una pubblicazione che, oltre ad essere un ricettario di gran pregio, è anche un manuale di tecniche di cottura e di design culinario.
Cappuccio nel volume racconta se stesso e la sua passione per le carni – anche del cosiddetto quinto quarto – e soprattutto per il foie gras. “Amo il foie gras, lo metto dappertutto, nel dolce e nel salato!” sottolinea lo chef stellato che ha deciso di trasferirsi in Puglia dopo aver frequentato le più prestigiose cucine del mondo. Sarà Tenuta Donna Lavinia a vederlo protagonista. In tal modo Cappuccio condivide pienamente il progetto di rinnovamento della famiglia Pastore nel settore della banchettistica e della ristorazione.
Nella serata, inoltre, è stata annunciata anche l’apertura (nella prossima primavera) del Lavinia Gourmet sul Lungomare di Trani, dove lo chef proporrà la propria cucina d’autore.
Paolo Cappuccio
Paolo Cappuccio, napoletano di nascita, classe 1977, chef di respiro internazionale.
40 anni da compiere e una vita trascorsa a capire, provare, studiare e sperimentare, a lavorare sodo ‘per scoprire che sarà sempre così, che di imparare non si finisce mai’.
Solare ed egocentrico di se stesso dice: “Sono velenoso, antipatico, a tratti romantico, per nulla diplomatico e forse un po’ troppo impulsivo”.
Ai fornelli si è messo all’età di 14 anni, senza più lasciarli.
Nel 2009, alla Stube Hermitage di Madonna di Campiglio, è arrivata la Stella Michelin, al culmine di un lavoro duro al fianco di maestri importanti della gastronomia mondiale: presso il Centro Lenotre di Parigi dove conosce il grande Chef Joel Robuchon, da Cipriani a New York, a Le Roc Martin e Chateauxneuf du Pape.
Tra i suoi ispiratori vi sono Alain Ducasse, Paul Bocuse e Gualtiero Marchesi.
“Il presente e il futuro della cucina italiana è nella tradizione, che va innovata, creando contrasti, giocando con il caldo e il freddo, ma rispettando sempre le nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra storia, ingredienti intangibili delle mie ricette, ma altrettanto importanti e capaci di aggiungere un’alchimia che nessuna materia prima è in grado di dare”.












